Viterbo – (s.m.) – “Bisognerebbe mettere dei punti fermi, in questa vicenda. Altrimenti non se ne verrà mai a capo”.
Il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti parla a ventiquattr’ore dall’audizione in commissione antimafia sul caso Manca. Non è finita.
Il capo degli inquirenti viterbesi e il pm Renzo Petroselli dovranno tornare almeno un’altra volta a Palazzo San Macuto. La commissione ha dovuto interrompere l’audizione per incombenze parlamentari. E’ andata avanti per due ore e mezzo. Dalle 14,15 alle 16,45.
Il prossimo incontro, salvo imprevisti, sarà a distanza ravvicinata di una settimana. Ma una data non c’è ancora. Proprio per questo il presidente Rosi Bindi non vuole rilasciare dichiarazioni prima del tempo. A Pazienti è sembrata “distaccata e preparata. Un buon presidente”.
L’incontro di ieri è servito per controbilanciare la versione dei familiari, ascoltati a ottobre dalla commissione, con quella degli inquirenti di Viterbo. Binari letteralmente opposti, nella visione complessiva del caso Attilio Manca.
“I parlamentari hanno preparato una serie di domande, raccogliendo gli input della famiglia Manca – spiega il procuratore capo -. Continueremo a rispondere al prossimo incontro, anche depositando conclusioni scritte, per consentire una prosecuzione più snella e spedita dei lavori”.
Pazienti e Petroselli non hanno arretrato di un passo. Risposte coerenti con la linea mantenuta finora: dalla dinamica della morte – eroina in endovena mista a tranquillanti – che suggerisce un’overdose, alla totale assenza di prove sul mandante Provenzano. Atti alla mano, sia dell’indagine aperta a Viterbo che dell’imponente fascicolo sui favoreggiatori della latitanza del capo dei capi, conclusosi con numerose condanne definitive al processo “Grande Mandamento”. Dove “non c’è traccia di Manca, come medico che ha operato il boss”, sostiene il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino che condusse l’indagine quando lavorava a Palermo.
Non solo. “Dagli atti non risulta nemmeno che Provenzano sia stato operato con chirurgia laparoscopica. Particolare non da poco, perché spesso si fa riferimento a Manca come a un luminare della chirurgia laparoscopica. Dovremmo pensare che le cartelle cliniche di Provenzano siano false, perché si parla di chirurgia tradizionale? Non credo. Se mettiamo in dubbio tutto, non arriveremo mai a un punto. E questa vicenda ha estremamente bisogno di arrivare a dei punti fermi”.


