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Appalti truccati, difese all’attacco

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Genio e sregolatezza, un'intercettazione ambientale

Genio e sregolatezza, un’intercettazione ambientale

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

L'avvocato Carmelo Ratano

L’avvocato di Lanzi Carmelo Ratano

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Viterbo – ‘Indagine’ sulle indagini.
Le difese del processo “Genio e sregolatezza” incalzano gli investigatori.

Sotto i riflettori, alla nuova udienza sui presunti appalti truccati a Viterbo e provincia, finiscono gli accertamenti dei forestali del Nipaf, oggetto del fuoco di fila di domande degli avvocati degli otto imputati, tra amministratori, imprenditori e funzionari del Genio civile.

Per l’assistente capo della forestale Paolo Cerasi è la terza udienza sul banco dei testimoni, a riannodare i tanti fili di un’indagine complessa che, tre anni fa, allo scattare degli arresti per 13 persone, contava in tutto 63 indagati. Quelli ‘di punta’ sono i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi. Su sei ore di udienza, quasi due sono occupate dalle domande dell’avvocato di Annesi, Samuele De Santis, che vuole sapere tutto: come avviene la sostituzione delle buste, con i ribassi più vantaggiosi per le aziende e meno per i comuni; come il Genio civile aiutava i piccoli paesi con la burocrazia degli appalti; quali rapporti aveva Annesi con gli imprenditori della presunta “élite degli appalti” e se abbia mai preso da loro somme di denaro. La risposta è no.

I conti di Annesi non sono stati setacciati. Non ha mai parlato di soldi con gli imprenditori – con Lanzi sì – e non era la sola ad avere le chiavi dell’armadio che conteneva le offerte delle aziende partecipanti alle gare.

L’avvocato di Lanzi, Carmelo Ratano, è lo stesso dell’altro imputato Luciano Cardoni, ex assessore al comune di Graffignano. E’ sull’ex amministratore che si concentrano le domande a Cerasi. Cardoni risponde degli appalti della nettezza urbana, del restauro del palazzo comunale e della palestra a Sipicciano. Gli investigatori lo identificano come vicesindaco nel 2010, ma per l’avvocato non rivestiva quella qualifica. E quando l’appalto viene deliberato, nel 2006, Cardoni non ha alcun ruolo nella giunta comunale.

La difesa lo sostiene dal giorno dell’arresto. Lo disse subito davanti al gip all’interrogatorio di garanzia, producendo documenti riguardanti proprio gli incarichi di Cardoni. Per gli inquirenti, l’ex assessore sarebbe stato il tramite di una richiesta di tangente fatta dall’ex sindaco Adriano Santori all’imprenditore Fabrizio Giraldo, entrambi imputati al processo. “Nella gara della nettezza urbana, Cardoni ha modificato il capitolato d’appalto addebitando alla ditta appaltatrice i costi di discarica – sottolinea Ratano -. Significava far risparmiare al comune decine di migliaia di euro”.

Il 5 marzo ancora domande all’assistente capo Cerasi. Stavolta su Lanzi. Il presunto regista dell’intera appaltopoli, con 15 capi di imputazione sulla testa.


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