Viterbo – Sarà giudizio immediato.
Sul processo Babele, il tribunale di Viterbo non ha intenzione di tornare indietro. Il giudice Eugenio Turco ha respinto tutte le richieste degli avvocati, sull’annullamento del decreto di giudizio immediato.
Se accolte, avrebbero riportato il processo sullo spaccio in centro storico indietro, fino all’udienza preliminare. Ma così non è stato e, ieri mattina, è potuto partire ufficialmente il processo ai cinque imputati per il traffico di stupefacenti tra San Pellegrino e San Faustino.
Udienza interlocutoria, per ammettere le prove e presentare ulteriori richieste delle difese per far revocare i domiciliari agli imputati. Richieste sulle quali il giudice si è riservato.
33 persone finirono in arresto nel maggio 2014 durante il blitz congiunto dei carabinieri del nucleo investigativo del capitano Martufi e delle fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria del colonnello Costagliola. Spaccio di stupefacenti assortiti in centro storico. Con una divisione precisa dei ruoli: San Faustino ai dominicani e San Pellegrino ai tunisini, con il contributo di una decina di viterbesi all’attività di spaccio e consumo di stupefacenti.
Una ferita aperta nel cuore della città, secondo le indagini del pm Paola Conti che, per molti, ha già chiuso il capitolo con una lunga serie di patteggiamenti.
Il processo entrerà nel vivo alle prossime udienze, con l’ascolto dei testimoni.


