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“Bonori è stato lasciato con il cerino in mano”

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Giulio Marini 

Stefano Bonori

Stefano Bonori 

Viterbo - I lavoratori Talete in terza commissione

Viterbo – I lavoratori Talete in terza commissione 

Viterbo – (g.f.) – “Bonori è stato lasciato con il cerino in mano”.

Talete, la situazione è drammatica. Lo ha messo in evidenza in tutta la sua crudezza, l’incontro con i lavoratori ieri in terza commissione.

Non ci sono i soldi per pagare gli stipendi, ma nemmeno per effettuare riparazioni o acquistare pezzi di ricambio.

Siamo alla frutta e Giulio Marini (FI) ha un timore: “Non vorrei che il presidente Bonori sia stato lasciato con il cerino in mano.

La regione doveva intervenire, ma finora non si è visto nulla”.

Quindi l’invito alla vice sindaca Luisa Ciambella, a portare avanti tutti gli atti di competenza per dare un segnale risolutivo alla crisi della società che gestisce il servizio idrico.

“Il comune – spiega Luisa Ciambella – un risultato lo ha ottenuto, mettendo insieme tutti i comuni sul progetto di risanamento. Non era mai successo.

L’impegno c’è, ma la sostenibilità ce la devono dare gli organi tecnici. L’Ato che ci costa un milone l’anno e la dirigenza Talete.

I comuni fanno la loro parte e se questi organismi ci dimostrano, come si sono impegnati, che le procedure di salvataggio sono oggettivamente efficaci, l’impegno c’è.

Ma solo ricapitalizzare non basta. Si rischia di spendere altri soldi, non garantendo il servizio e con il pericolo di un intervento della Corte dei conti”.

In commissione i lavoratori hanno prospettato una situazione drammatica.

“Conoscevamo lo stato delle cose – continua Ciambella – ecco perché nei loro confronti il nostro è un impegno anche morale, oltre al dovere verso i cittadini nel garantire un servizio indispensabile”.

Insomma, si ritorna a quella due diligence che in estate il sindaco Michelini aveva chiesto, per capire la reale situazione in Talete, per dare certezze ai comuni sul da farsi”.

Gianmaria Santucci (Fondazione) incalza Ciambella. Con quale tempistica? Siamo sull’orlo del precipizio.

“Ritengo che nel giro di una settimana o due – continua Ciambella – avremo contezza del problema e quindi apire chi deve agire.

C’è l’impegno, ma non possono essere i comuni a dire come muoversi, ce lo devono indicare, ripeto, con certezza, gli organi tecnici preposti”.

Situazione difficile, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’incontro lo ha di nuovo certificato.

Incontro in cui a parlare sono stati il rappresentante rsu, i consiglieri d’opposizione e l’assessore Ciambella. Silenzio dai banchi del centrosinistra. Maggioranza silente.

Per Chiara Frontini (Viterbo 2020) vanno date risposte chiare: “I lavoratori a febbraio avranno lo stipendio? – si chiede Frontini – Il prossimo anno i lavoratori saranno ancora in Talete o in qualcos’altro?”.

La società idrica è nata male e sta andando peggio. Santucci (Fondazione) lo va dicendo da sempre.

“In dodici anni Talete ha tenuto – osserva Santucci – perché c’erano i lavoratori. Alcuni comuni prima d’entrare dicevano che quando lo gestivano loro, il servizio idrico portava reddito.

Non era vero.

Semplicemente caricavano le spese per le infrastrutture sui lavori pubblici”. Troppo facile.

“Oggi se salta Talete – conclude Santucci – chi effettuerà il servizio? I comuni che pensano di poterselo riprendere non hanno capito niente. Quella situazione non esiste più.

Ci troveremmo di fronte a un’interruzione di servizio”.


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