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“O c’è l’intesa o si va a casa”

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo – (g.f.) – “Se non sono nelle condizioni d’amministrare si va a casa”.

Leonardo Michelini lo va ripetendo dall’altra sera, quando la seduta di consiglio è saltata e 22 suoi consiglieri non sono stati in grado, dopo un mese, di trovare un’intesa per la presidenza del consiglio.

Ha preteso che per domani, giovedì 26 febbraio, si convocasse di nuovo il consiglio comunale e che si eleggesse il presidente. Altrimenti l’avventura finisce qui.

E’ il giorno cruciale.

“Ho chiesto che la seduta fosse convocata perché si arrivasse nel minor tempo possibile alla nomina.

Ne va dell’efficienza dell’amministrazione, che non è al meglio delle sue funzioni, mancando una figura di riferimento”.

Quindi o la va o la spacca. “Sono stato eletto per amministrare la città. Non faccio da mediatore dentro le correnti di partiti o di un partito.

Alle elezioni la coalizione è riuscita a esprimere 23 consiglieri, me compreso.

Un numero importante.

Se fra questi non se ne trovano diciassette per eleggere il presidente del consiglio, ne prendo atto. Vuol dire che non siamo nemmeno in grado di poter amministrare. E quindi il sindaco lascia. Cede il passo”.

La minoranza ha paragonato il sindaco al comandante Schettino.

“Ho letto, ma io non sono Schettino. Ho altro da fare. Se ho una maggioranza in grado d’andare avanti, resto sindaco, altrimenti lascio. Non esistono vie di mezzo.

Non ci sono altre ipotesi o un pian B. Non voglio restare bloccato e nemmeno mediare procedure canoniche della politica. O c’è l’intesa o finisce tutto.

Di 23 consiglieri, non averne 17 per esprimerne un candidato, dà un senso di debolezza”.

E’ la matematica. I numeri non sono un’opinione.

“Non voglio fare il sindaco a singhiozzo, non posso tradire i viterbesi. Anche se potrei avere un alibi, la politica. Ma non m’interessa.

O posso amministrare o no. Devo salvaguardare la fiducia che gli elettori mi hanno concesso. Se posso amministrare, bene.

Se non ci sono le condizioni è bene che mi faccia da parte”.


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