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Fondazione Carivit e Accademia dei Lincei per la scuola

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – Con il sostegno della Fondazione Carivit e la disponibilità dell’Università della Tuscia prendono l’avvio mercoledì 18 febbraio le attività del Polo viterbese del progetto nazionale “I Lincei per una nuova didattica: una rete nazionale” promosso da un protocollo tra l’accademia dei Lincei ed il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il progetto ha lo scopo di proporre agli insegnanti delle scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado, un modo nuovo ed originale di insegnare le materie culturalmente e intellettualmente centrali, per le quali non sempre l’attuale offerta formativa sembra adeguata.

Le aree di interesse riguardano tre ambiti:

– la competenza alfabetica funzionale, che permette di comprendere un testo in prosa, sviluppando le interazioni che ne scaturiscono;

– la competenza matematica funzionale, che si traduce nella padronanza degli strumenti matematici nei diversi contesti che ne richiedono l’applicazione;

– la competenza di risolvere problemi, che comprende la capacità di condurre un ragionamento e di raggiungere uno scopo in una situazione in cui non esista una soluzione precostituita.

Il progetto nasce dalla convinzione che la qualità della formazione scientifica e linguistica è elemento strategico per la crescita di una nazione.

Il progetto del Polo di Viterbo è al suo avvio, ma i contatti con rappresentanze di insegnanti delle scuole di diverso ordine e grado della provincia di Viterbo, coordinate dalla dirigente del Liceo scientifico Ruffini Maria Antonietta Bentivegna, hanno messo in evidenza un livello sorprendentemente elevato di accettazione, tanto da rendersi necessaria una selezione dei partecipanti per organizzare gruppi di 20-25 docenti, che possano proficuamente interagire fra loro e con chi faciliterà le azioni e le discussioni.

Le attività consistono, infatti, in seminari tenuti da docenti dell’Università seguiti da “laboratori” in cui gli insegnanti si scambiano le loro esperienze ed elaborano proposte di nuove metodologie da utilizzare nel loro insegnamento.


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