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“Gloria è la più bella, Di Prospero non deve ricorrere al Tar”

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Federico Ciatti

Federico Ciatti

Viterbo – (g.f.) – “Se Gianluca vuole andare avanti e ricorrere al Tar, lo farà da solo. Io accetto al cento per cento il verdetto”.

Nuova Macchina di santa Rosa, su Gloria, creatura di Raffaele Ascenzi, incombe il ricorso al Tar da parte del secondo classificato, Gianluca Di Prospero.

Il fatto che la busta A, quella con il progetto, contenesse il motto Gloria, che poi è risultato coincidere con il nome della Macchina, rappresenta una violazione alla regola dell’anonimato per Di Prospero.

La commissione si è espressa bocciando il ricorso, ma prima ancora che questo accadesse, Federico Ciatti, architetto, nel team di “Rosa nel cuore”, Macchina di Di Prospero, si è chiamato fuori.

“Sono dispiaciuto per Gianluca – dice Ciatti – mi ha chiamato due anni fa, ho sposato la sua bellissima idea progettuale che si è piazzata a un ottimo livello che è il secondo, essendosi scontrata con una Macchina, quella di Ascenzi, bellissima per le modalità tecnologiche e l’idea progettuale”.

Di Prospero ritiene però che sia stata violato l’anonimato che il bando richiedeva.

“Nel momento in cui si pensa a fare ricorso al Tar, io resto in disparte – continua Ciatti – se vuole rivolgersi al tribunale, lo farà da solo.

Io accetto il verdetto al cento per cento. Mi è poco chiaro l’oggetto del ricorso”.

La commissione, motivando il rigetto, ha spiegato che nella documentazione il nome Gloria è riportato come motto. Non in altro modo.

Solo successivamente alla proclamazione si è saputo che coincideva col nome. Dall’esame delle carte tutto è in regola.

“Del resto come l’avrebbe potuta chiamare? – si domanda Ciatti – Gloria è un nome bellissimo. Devo fare i complimenti ad Ascenzi.

Voglio bene a Gianluca, ma io ritengo che ci si debba fermare qui”.


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