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Imu agricola, Copagri in piazza a Roma

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Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Mercoledì 25 febbraio, con inizio alle ore 8, la Copagri terrà un sit–in, davanti alla Camera dei deputati, in piazza Montecitorio, per dire al governo – evidenzia Rosati Simone responsabile di Viterbo e vice presidente Regionale Copagri – che “è arrivato il momento di prendere una decisione se rimanere al fianco dell’agricoltura, futuro per le prossime generazioni, o distruggerla per agevolare le grandi lobby.

La Copagri scende in piazza per sensibilizzare i parlamentari e l’opinione pubblica rispetto all’iniquità dell’Imposta municipale unica (Imu), che colpisce le aziende agricole a partire dai fabbricati e dai beni strumentali, ovvero tutto quanto, terra compresa, è imprescindibile per svolgere l’ordinaria attività di impresa.

Le aziende agricole, che già vivono una situazione insostenibile, fatta di ricavi che non coprono più l’insieme dei costi produttivi e degli oneri tributari cui devono far fronte, si vedono aumentare le tasse in corso d’opera, senza potersi difendere”.

Solo per citare alcuni recenti esempi, al settore è stata ridotta del 23% la quota dei consumi medi di gasolio; cancellata la deduzione del costo del lavoro agricolo a tempo determinato dalla base imponibile Irap, prevista con la legge di stabilità; nella clausola di salvaguardia, della legge di stabilità è previsto l’aumento delle accise del carburante agricolo e dell’Iva.

“Sono nuovi aggravi – continua Rosati – che fanno il paio con l’Imu, sulla quale, peraltro, non manca la grande confusione dopo la nota con la quale l’Istat dichiara di non avere fornito alcun dato per la classificazione delle zone montane, parzialmente tali o per nulla interessate, che invece si rifà ad una legge del 1952. Nessun aggiornamento, dunque, è stato apportato. La Copagri – continua Rosati – manifesta nei confronti di una tassa che è contro l’impresa, sottolineando la leggerezza e la superficialità di un provvedimento creato solo nella logica di fare cassa, senza prima realizzare una concreta revisione della spesa laddove è possibile, e i margini sono vasti.

Un consiglio che Copagri dà al Governo, se vuole fare cassa, è quella – ribadisce Rosati – di sopprimere le sanzioni per gli omessi o ritardati pagamenti contributivi, attivando un piano di ammortamento decennale per il rientro delle esposizioni in essere, pagamento della sorte capitale con l’applicazione dei soli interessi. Nel caso in questione il problema non va ricercato nelle Esattorie in quanto, le sanzioni sono applicate dal governo nazionale da norme molto penalizzanti, legge 689/1981 e 388/2000.

Per questo motivo – conclude Simone Rosati – con la nostra manifestazione dobbiamo ricordare le priorità e intendiamo continuare a farci sentire fino a quando non otterremo il giusto riconoscimento per gli agricoltori ”.

Copagri Viterbo


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