Viterbo – (e.c.) – “Imu agricola, siamo tutti incazzati”.
E’ una voce unica, quella degli agricoltori e di molti sindaci della Tuscia, che stamani si è fatta sentire durante l’assemblea pubblica indetta da Coldiretti che si è svolta in Camera di commercio.
Presenti molti sindaci dei comuni della provincia, il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il vice capogruppo del partito democratico al consiglio regionale Riccardo Valentini, il consigliere regionale Daniele Sabatini, allevatori e agricoltori, i deputati Alessandra Terrosi, Massimiliano Bernini e Alessandro Mazzoli, il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici e il direttore Ermanno Mazzetti.
L’argomento che ha causato tanta rabbia è il decreto legge sul pagamento dell’Imu sui terreni agricoli che attualmente si sono trovati a pagare molti comuni della Tuscia.
“Solo 8 comuni sono totalmente esenti – ha spiegato il presidente Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici -. Coldiretti non può dire di contravvenire alla norma, ma può dire di non essere d’accordo. Il decreto è stato firmato il 28 novembre 2014 con la scadenza al 16 dicembre che poi è stata prima prorogata al 26 gennaio e poi al 10 febbraio. In questo lasso di tempo abbiamo preso in mano la situazione, abbiamo fatto un documento, lo abbiamo consegnato al nostro presidente regionale che lo ha portato in giunta nazionale.
La norma va ad impattare – prosegue Pacifici – sul territorio e l’aggravio conseguente dei costi rende meno competitiva la nostra agricoltura. Solo a Viterbo sono già stati trattenuti 1,544 milioni di euro per l’Imu. Cerchiamo di afre qualcosa senza contravvenire alla norma”.
Gli fa eco il direttore di Coldiretti Viterbo, Ermanno Mazzetti.
“Siamo in una situazione difficile e la norma la aggrava ancora di più”.
Mazzetti ha poi letto il documento stilato da Coldiretti in cui si chiede di intervenire sulla norma.
“Alle amministrazioni – legge – chiediamo di non applicare le sanzioni per i pagamenti in ritardi di 60 giorni, di ridurre al massimo l’aliquota. Al governo centrale, tra le altre cose, chiediamo di rivedere l’elenco Istat che non tiene conto delle mutate situazioni reddituali.
Daremo un tempo alla politica, se le risposte non ci sono, scenderemo in piazza per manifestare”.
Subito dopo l’intervento di Coldiretti, hanno preso la parola alcuni dei sindaci della provincia per manifestare tutta la loro rabbia e le loro difficoltà nel dover fronteggiare la situazione economica, definendosi più volte “incazzati”. E nella stessa maniera si è definito il consigliere regionale Daniele Sabatini.
“Bisogna fare dei passi avanti – spiega Sabatini – e credo che la regione Lazio non sia esente da una responsabilità per ciò che potrà fare”.
Più volte le loro parole sono state interrotte dagli agricoltori e dagli allevatori presenti in sala che hanno espresso in maniera molto diretta e pesante tutto il loro malessere per questa situazione.
“Gli umori – afferma il sindaco di Viterbo Michelini – sono più che giustificati. Mettere una tassa su qualcosa che produce è sbagliato. Vorremmo creare un documento con le modifiche necessarie per intervenire nel decreto. I risultati preventivi sono stati fatti di fretta. Se il governo deve raccgliere 350milioni di euro ne dovrebbe parlare con le forze sociali in campo. Prima di decidere bisogna conoscere quello che sta succedendo. Ci sia fiscalità, ma c’è bisogno di un metodo che non metta in ginocchio le imprese”.










