Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Resta ferma la nostra contrarietà al tributo che grava ulteriormente e in maniera iniqua su un comparto che molto risente della perdurante crisi economica e spesso è colpito dalle avversità atmosferiche.
E’ incomprensibile imporre nuove tasse a quei piccoli proprietari, magari titolari di pensioni minime che da tipologie di terreni marginali non ricavano alcun reddito, ma allo stesso tempo svolgono un ruolo importante nel preservare la biodiversità e nel presidiare dei terreni altrimenti destinati all’abbandono con conseguenze negative sul già fragile contesto idrogeologico dell’intera nazione e dei comuni della nostra zona in particolare.
Sicuramente pagheranno l’Imu quei cittadini, proprietari di terreni aluvionati, che ancora aspettano il risarcimento dei danni subiti (che nella maggioranza dei casi per risistemare il proprio terreno hanno speso come per ricomprarlo).
Il nostro Comune poteva applicare (era nella loro facoltà) l’aliquota del 4,6 x mille, inferiore di tre punti, il massimo ribasso consentito, rispetto a quella base del 7,6 x mille stabilita dalla normativa nazionale e utilizzata dai comuni italiani che non hanno deliberato in materia, cioè la quasi totalità.
La tassazione al 7,6 x mille potrebbe essere un deterrente per iniziative di attività agricole, soprattutto intraprese da giovani, tanto che a livello nazionale si sta verificando, in controtendenza con gli altri comparti economici, un aumento dell’occupazione nel settore agricolo, dovuto soprattutto al fatto che Comuni e istituzioni facilitano le formazioni di cooperative, attività agricole per gli under 30.
Crediamo che il formarsi di dette attività economiche possano svilupparsi in altri Comuni della provincia con tassazione minore.
Questa è la sensibilità e l’ interesse dei nostri amministratori per non sviluppare l’ economia locale, per non incrementare l’ occupazione ma solo per riempire le casse comunali.
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