Viterbo – Seicentotrenta studenti di cui 136 nuovi iscritti e 120 insegnanti.
E’ il biglietto da visita di tutto rispetto, dei corsi di laurea universitari per le professioni sanitarie che si svolgono a Viterbo, organizzati dall’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con la Asl.
Un tempo era c’era la scuola infermieri, oggi, un corso di studi complesso, al termine del quale si è già in grado d’esercitare la professione.
Non conosciuto, forse, come dovrebbe e anche per questo stamani nella sala Regia di palazzo dei Priori, il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio è venuto per la prima volta a Viterbo.
Un incontro con i responsabili dei corsi e gli studenti.
Nella sede del comune, con il sindaco Leonardo Michelini a fare gli onori di casa e a esaudire una richiesta arrivata dal direttore della didattica delle professioni Asl, Giuseppe Cimarello: “Sarebbe bello se in questa splendida sala si potessero discutere le tesi di laurea, svolgere qui la cerimonia”.
Michelini ha detto di sì. Soddisfatto il rettore Gaudio.
“Quelli che si svolgono a Viterbo – ricorda Gaudio – sono corsi professionalizzanti, lauree che abilitano immediatamente a svolgere la professione. Uscendo puoi iniziare a lavorare.
E’ una ricchezza ed è importante anche la sinergia con l’Università della Tusca, un arricchimento nell’area sanitaria.
La sede qui evita anche costi alle famiglie, che altrimenti dovrebbero mandare fuori sede i propri figli”.
I corsi sono frequentati da studenti della Tuscia, ma molti arrivano da fuori regione, dal Centro e pure dal Sud.
“E’ una realtà – continua il rettore – poco conosciuta, ma vale la pena portarla avanti e arricchirla. La mia presenza oggi ha anche questo significato”.
Negli anni sono state stipulate convenzioni con case di cura, Asl, scuola marescialli e come ricordato da Giuliano Bertazzoni del Clups, mediamente tra il 70 e il 95 per cento degli studenti si laurea nei tempi giusti.
“Finora molti – continua Bertazzoni – avevano trovato un posto anche nelle strutture locali. La crisi si fa sentire e diversi si spostano al Nord Italia e pure all’estero, Gran Bretagna e Francia in particolare”.
Giuseppe Ferlicca







