Viterbo – “Non so se riuscirò a vedere Gloria…”.
Nello Celestini, il presidente onorario e fondatore del Sodalizio facchini di santa Rosa, scomparso lo scorso sabato, è stato fra i primi a chiamare l’ideatore della nuova Macchina, Raffaele Ascenzi, non appena proclamato vincitore.
Della telefonata Ascenzi è rimasto particolarmente colpito da una frase in particolare.
“Mi ha detto – ricorda Ascenzi – non so se riuscirò a vedere Gloria, ma mi farebbe tanto piacere.
Io gli ho subito risposto: sei un leone, figurati se non riesci a vederla.
Mi ha detto, non sto tanto bene, farò di tutto per esserci.
Dalla voce era il Nello di sempre, non avevo dubbi che il tre settembre come sempre avrebbe assistito al trasporto.
Forse lui se lo sentiva”.
Per Ascenzi quella sera comunque Nello ci sarà: “Sono certo che sarà con noi il tre settembre, sarà solo più vicino agli angeli, gli ultimi, quelli in alto, sotto santa Rosa.
Dentro di me ci sarà una presenza durante il trasporto. Lui sarà con Gloria, la sua assenza sarà la presenza più forte”.
Quella telefonata per Ascenzi sarà impossibile da dimenticare. Per lui che è stato anche facchino. Primo trasporto nel 1988.
“E’ stato fra i primi a complimentarsi per il progetto di Gloria. Oltre a essere stato un grandissimo presidente emerito del Sodalizio è stato anche un grandissimo amico.
Ha saputo infondere in tutti i valori dell’essere vero facchino di santa Rosa. Lui amava un motto, che ci diceva sempre: tutti per uno e uno per tutti”.
Raffaele Ascenzi è alla sua seconda esperienza come ideatore.
“Nello Celestini mi è stato molto vicino in occasione di Ali di Luce, fin dall’inizio.
Era un progetto abbastanza di rottura con il passato e probabilmente difficile da comprendere. Ha scritto frasi bellissime nel libro firme per l’esposizione del bozzetto.
Aveva capito subito che sarebbe stata una Macchina importante per la città”.
Giuseppe Ferlicca


