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Precari, scatta la protesta

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Viterbo - Precari in protesta sotto la Provincia

Viterbo – Precari in protesta sotto la Provincia 

Viterbo - Precari in protesta sotto la Provincia

Viterbo – Precari in protesta sotto la Provincia 

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Viterbo – Precari in protesta sotto la Provincia 

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Viterbo - Precari in protesta sotto la Provincia

Viterbo – Precari in protesta sotto la Provincia 

Viterbo - Precari in protesta sotto la Provincia

Viterbo – Precari in protesta sotto la Provincia 

Viterbo – Futuro sempre più incerto per i quarantasei precari della provincia (video).

Alcuni lavorano anche da quindici anni all’interno dell’ente, ma la riforma li taglia fuori.

Stanchi d’aspettare risposte da palazzo Gentili, stamani si sono ritrovati sotto la sede in via Saffi per protestare.

Primo bersaglio dei cori, il presidente Marcello Meroi. Vogliono certezze.

Meroi scende. Non apprezza le attenzioni rivoltegli e respinge al mittente le accuse: “Se la buttiamo in politica è sbagliato – osserva Meroi – soprattutto non non chiedetemi più dove sto, mi ha molto disturbato.

Da tempo ci stiamo impegnando per trovare una soluzione e da sempre sono a disposizione di tutti”.

Non si sono visti alla manifestazione i sindacati. Un’assenza che i manifestanti notano, così come quella di politici.

Dalla protesta si passa alla discussione.

In sala del consiglio, su invito dello stesso Meroi, nuovo faccia a faccia lavoratori – presidente.

Sempre a caccia di una possibile soluzione, che passa attraverso un’infinita serie di condizionali, si potrebbe, se la regione, se il governo, se arriva la circolare esplicativa, se il ministero chiarisce…

I 46 a Viterbo così come tanti altri altrove, rischiano d’essere vittime di una riforma di cui si fatica a capire i contorni.

“Stiamo lavorando a una convenzione con la regione – ricorda Meroi – in con cui s’impegna a stanziare fondi, non che ce li eroghi, a fronte dei servizi che la provincia fornisce per l’ente subentrante.

A noi basta questo per proseguire i rapporti fino al 30 aprile”.

Nelle casse di palazzo Gentili ci sono fondi sociali europei residui per 38mila 935 euro. Basterebbero per 21 giorni. Pochi. Ma se fossero utilizzati, sarebbe per i precari, un segno di buona volontà. Così come un ordine del giorno nella prossima seduta di consiglio, in cui si ribadisce l’impegno a favore dei lavoratori.

“Da parte di quest’amministrazione – continua Meroi – non c’è volontà di ridurre i numeri, l’avrei fatto cinque anni fa. E’ illogico che l’amministrazione si irrigidisca con chi da pure quindici anni collabora con l’ente.

Dalla regione dobbiamo avere 25 milioni di euro. Ci basta che ce ne riconoscano una parte”.

Sarebbe una soluzione, seppure anche dal ministero del Lavoro, probabilmente ancora più titolato delle regioni a dare risposte, si navighi a vista.

Per questo è stata scritta una lettera ai funzionari ministeriali, ma chiesto pure un altro appuntamento al presidente Zingaretti.

Non tutte le funzioni per le quali si chiede l’impegno a erogare fondi saranno acquisite dalle regioni. Ma dal ministero invitano ad attendere circolari esplicative.

Un pasticcio sulle spalle di tanti lavoratori.

Giuseppe Ferlicca


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