Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi alla vigilia di scenari ancora una volta imprevedibili, vorrei sottolineare le parole del presidente del consiglio per quanto riguarda un eventuale intervento armato per scongiurare il pericolo Isis.
Non è il momento dell’isteria, è chiaro, non intervenire, ma dare spazio temporale alle diplomazie per coinvolgere l’Onu per diminuire la minaccia del Califfato. Tutto quello che viviamo è figlio di una mancanza di interventi atti ad arginare forze incontrollate e violente che vivevano in Paesi destabilizzati come il Medioriente e successivamente la Libia.
Vorrei ricordare al presidente del consiglio, nel 2006 nel mese di agosto, tornavo il 14 da una visita al contingente italiano in Afghanistan e il 16 mi arriva una convocazione di commissione congiunta Difesa-Esteri i ministri di allora erano Parisi-D’Alema che chiedevano di autorizzare la missione Onu in Libano, ma allora il pericolo per l’Italia era lontano dai confini italiani, ma come si può verificare dalle date, la tensione era alta e preoccupante, il processo di intervento fu repentino.
Oggi, non siamo tranquilli, perché il confine non esiste più, la superficialità con cui il nostro presidente del consiglio si muove è preoccupante e poi non vorrei che continuasse l’idea che ci siamo fatti di lui, quando disse a Letta, Enrico stai sereno! Il giorno dopo Letta non c’era più! E allora: Matteo facci stare sereni! Ma sereni veramente, fai conto sulle tue forze e non perdere tempo, in questi casi si può certificare che il tempo è veramente prezioso.
Giulio Marini
(Forza Italia)
