Viterbo – (g.f.) – Nuova Macchina di santa Rosa, per il ricorso al Tar c’è tempo.
La commissione ha esaminato l’obiezione mossa da Gianluca Di Prospero, secondo cui il progetto vincitore non avrebbe rispettato l’anonimato come voleva il bando di concorso.
Il nome Gloria era pure il motto. Coincidevano.
La commissione non è stata dello stesso avviso, sostenendo che Gloria nella documentazione della busta A era riportato come motto e per quello è stato preso in considerazione. I cinque componenti hanno agito in modo corretto.
Resta in piedi a questo punto il ricorso al Tar che Di Prospero, classificatosi secondo, aveva annunciato.
Ma il diretto interessato preferisce ponderare con attenzione le prossime mosse.
Non commenta la decisione anticipata da Tusciaweb e attende.
“Ufficialmente – spiega Di Prospero – non ho ancora ricevuto comunicazioni da parte del comune.
Sono una persona seria, attendo che l’amministrazione mi notifichi l’esito del ricorso, quindi mi esprimerò”. C’è ancora da attendere.
Una scelta che potrebbe generare problemi nella realizzazione, visti i tempi ristretti per varare la gara che individuerà il costruttore.
