Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sull’Imu agricola regna il caos più totale. Il governo ha introdotto una norma di fatto retroattiva e fortemente penalizzante per gli agricoltori, con disparità evidenti tra i comuni, a volte anche tra terreni confinanti.
Mi auguro che la mozione che ho presentato affinché Zingaretti intervenga presso il governo venga calendarizzata quanto prima: siamo di fronte a un vero pasticcio che non può rimanere confinato tra il governo colpevole di aver imposto un balzello odioso e i Comuni chiamati a fare gli esattori. La Regione Lazio faccia propria la giusta protesta degli agricoltori del Lazio e alzi la voce con il governo.
L’imu agricola è una imposta iniqua perché crea enormi disparità di trattamento tra gli agricoltori; è un’imposta furba perché la tempistica scelta dal governo l’ha resa di fatto retroattiva introducendo sostanzialmente una patrimoniale secca sui terreni agricoli; è una tassa stupida, perché stupido è il discrimine utilizzato per valutare l’esenzione o meno per i comuni, legato ad una classificazione Istat obsoleta e ad altimetrie che non possono essere prese come parametri dato che è arcinoto come alcune coltivazioni si sviluppino meglio ad altitudini maggiori e altre ad altitudini minori.
E infine è un’imposta vigliacca perché sebbene introdotta dal governo, sono poi i Comuni a doversi fare esattori nei confronti dei coltivatori diretti. Peggio di così non si poteva fare. A marzo scade il termine per convertire in legge il decreto sullâImu agricola, è tempo che anche le istituzioni locali facciano la loro parte. Il Lazio è una regione a forte vocazione agricola, Zingaretti esca dal letargo e si faccia portavoce presso il governo del malessere degli agricoltoriâ.Eâ quanto dichiara Daniele Sabatini, consigliere Ncd della Regione Lazio che questa mattina ha partecipato allâassemblea convocata da Coldiretti a Viterbo per sensibilizzare le istituzioni locali sugli effetti dellâImu agricola.
Daniele Sabatini
consigliere regionale Ncd
