Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Sat, con il silenzio complice di tutte le istituzioni, continua ad appropriarsi dell’Aurelia.
Oggi è stata chiusa la millenaria uscita della Farnesiana, negando, di fatto, a decine di cittadini la libertà di movimento; infatti la Sat ancora non ha previsto una viabilità alternativa e la questione del ponte sul Mignone grida vendetta.
Riempirsi la bocca di parole, come “beni comuni”, “pubblico interesse” e “cura del territorio” dovrebbero essere impedito a tutti quei politici che hanno regalato la prima strada d’Italia ad una società privata e a tutti quelli che non hanno mai alzato un dito o hanno tenuto la testa bassa di fronte all’avanzata della colata di cemento, vendendo la dignità del proprio territorio per 30 denari.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai cittadini e comitati che durante la notte hanno presidiato l’uscita della Farnesiana e che da anni portano avanti questa battaglia, nella Maremma laziale, contro la svendita dell’Aurelia ai privati, troppo spesso lasciati soli, da tutti. La Regione se ne lava le mani, la Provincia volta lo sguardo dall’altra parte e i comuni sul tracciato vengono letteralmente asfaltati, con promesse e qualche esenzione, buone solo a tenere tutto sotto silenzio. Non è possibile far passare le decisioni sopra le vite delle persone e continuare nella costruzione di un’autostrada che danneggerà irreparabilmente il fragile territorio della Maremma, che a ogni pioggia si trasforma in un pericolo per le persone e le aziende presenti, che spesso fondano il loro lavoro sulla qualità del tanto decantato “made in Italy”. L’Aurelia va ammodernata e messa in sicurezza con i soldi di tutti, perché è di tutti e così deve restare.
Paola Marchetti
coordinatrice Sinistra ecologia libertà della Tuscia
