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Schianto dell’elicottero, chiesta l’archiviazione

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Paolo Lozzi

Il capitano Paolo Lozzi

Il generale Giangiacomo Calligaris

Il generale Giangiacomo Calligaris

I feretri di Calligaris e Lozzi

I feretri di Calligaris e Lozzi

La signora Lozzi con il ministro della Difesa Mauro

La madre di Paolo Lozzi con il ministro della Difesa Mauro

Françoise e i due bambini del generale

Françoise, la compagna del generale, e i suoi due bambini

Tuscania – Non c’è un colpevole per la morte di Paolo Lozzi e Giangiacomo Calligaris.

Sullo schianto dell’elicottero Ab206, precipitato il 23 gennaio 2014, la procura ha chiesto l’archiviazione precisamente una settimana fa. 

Quel volo finito contro la terra dura uccise il generale 57enne Giangiacomo Calligaris e il capitano 25enne Paolo Lozzi. Un’esercitazione finita in tragedia.

La caduta libera dell’elicottero terminò tra le campagne di Tuscania e Monte Romano. A soli otto chilometri da comando Aves in cui Calligaris e Lozzi sarebbero dovuti rientrare. 

Morti sul colpo. Due vite spezzate nello stesso momento, quella del generale pluridecorato, con numerose missioni alle spalle, e quella del capitano ancora giovane e inesperto, ma promettente. Il migliore dei commilitoni. Con l’ostinato sogno di volare.

Un anno di indagini e due perizie dopo, il pm Chiara Capezzuto non rileva responsabilità penali nel fascicolo aperto contro ignoti per omicidio colposo e disastro aviatorio.

Quello a Lozzi e Calligaris è stato un incidente. Nessuna imperizia o negligenza da punire, secondo gli inquirenti. Le conclusioni del colonnello Marco Tedesco, del gruppo aeromobili dei carabinieri all’aeroporto militare di Pratica di mare, che ha studiato la dinamica dell’incidente, escluderebbero responsabilità ascrivibili a terzi in quella progressiva perdita di quota, fino al contatto letale con la terra. 

Sono serviti sei mesi per ultimare quella perizia. L’altra, medico-legale, con i risultati dell’autopsia sul generale e sul capitano, era stata eseguita da Antonio Grande, direttore della terza sezione di medicina legale della polizia scientifica. Anche per lui 180 giorni di tempo per ultimare il suo elaborato e consegnarlo agli inquirenti.

La tragedia di Calligaris e Lozzi destò profonda commozione.

L’hangar del 28esimo Tuscano, all’Aves di Viterbo, traboccava per i funerali di Stato, alla presenza delle più alte autorità militari e dell’ex ministro della Difesa Mario Mauro. Stesso bagno di folla alla chiesa di santa Margherita a Montefiascone, per l’addio in forma privata al capitano 25enne, innamorato del suo lavoro e del volo che l’ha strappato alla sua famiglia.

Calligaris ha lasciato tre figli e la compagna Françoise. Lozzi i genitori, il fratello gemello e la fidanzata Martina. Due famiglie unite dallo stesso dolore, cui resta comunque la possibilità di opporsi all’archiviazione e presentare le loro richieste al gip.


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