Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È ora di parlare chiaro.
Il fallimento della Talete, non rappresenta il fallimento della gestione pubblica, ma il fallimento della politica.
È essenziale che sia riconosciuto, immediatamente e nella concretezza l’Ato debole, e da qui ripartire. Si sono spese tante parole, tante promesse, ma fondamentalmente, fino a oggi, la politica non ha attuato né fatti né soluzioni.
I proclami della potabilità dell’acqua, che come tutti sappiamo, saranno momentanei, il continuo indebitamento della Talete, il non rispettare l’entrata dei comuni della provincia, l’intenzione dell’Ato unico, ha fatto si di confondere le carte, di mischiare i problemi, ma non di attuare soluzioni e miglioramenti possibili.
Stanca è la gente, stanca è la buona politica.
Bisogna passare alle cose concrete, attuare meccanismi che portino alla potabilità costante e alla riorganizzazione di una forma societaria oggi fallimentare. Non è da poco che ancora una volta i dipendenti della Talete siano a rischio stipendio, non è da poco che ancora alcuni Comuni che hanno deliberato l’entrata in Talete siano fuori.
È’ ora di finirla con tatticismi e proclami. Si può fare di più e meglio, è arrivato il momento di farlo. È essenziale il riconoscimento dell’ATO debole concretamente, aiutando i comuni a superare i debiti della Società che nell’eventualità di un fallimento manderebbero in dissesto tutte le amministrazione comunali.
È essenziale è doveroso che tutti i Comuni siano parte della Talete e che questa sia capace di gestire un servizio che deve essere pubblico sotto tutte le forme. La politica faccia l’interesse del popolo e non dei potenti.
Paola Marchetti
Coordinatrice Sinistra Ecologia Libertà della Tuscia
Federazione provinciale di Viterbo
