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Talete, prima vedere i conti poi mettere i soldi

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Macchitella, Refrigeri, Zingaretti e MicheliniMacchitella, Refrigeri, Zingaretti e Michelini

Macchitella, Refrigeri, Zingaretti e Michelini

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Macchitella, Refrigeri, Zingaretti e Michelini

Macchitella, Refrigeri, Zingaretti e Michelini

Fabio Refrigeri e Nicola Zingaretti

Fabio Refrigeri e Nicola Zingaretti

Viterbo – Talete: prima vedere i conti, poi mettere i soldi.

Arriva Zingaretti a Viterbo. Il presidente della regione inaugura il treno Vivalto alla stazione porta Fiorentina, ma è nell’ultima tappa della sua mattinata nella Tuscia, al Genio Civile, che arrivano le risposte attese da cittadini e lavoratori sulla società idrica.

Zingaretti si schiera dalla parte di Talete e di chi la amministra, ma pone una condizione.

“Si devono mettere soldi su cosa? – si domanda il presidente – Con quali prospettive? Quali sono i debiti? Noi non ci tiriamo indietro, tuttavia amministriamo fondi pubblici e non possiamo metterli così, al buio.

Dovrebbero essere gli stessi cittadini a impedirci di spenderli senza avere valutato con attenzione.

C’è una dirigenza che sta portando avanti un progetto, è in corso una due diligence.

Capiamo prima bene la situazione reale di Talete e poi decidiamo come intervenire.

Altrimenti facciamo solo chiacchiere e basta. Inutili polemiche o fantasiose ricostruzioni, come ho sentito in questi giorni.

La regione è a fianco di Talete per aiutarla, ma prima occorre fare chiarezza”.

C’è il problema immediato degli stipendi ai lavoratori.

“Bisognerebbe parlare con i sindaci – osserva Zingaretti – forse se quest’operazione fosse stata fatta prima, ora non ci troveremmo ad affrontare questo tipo di situazione”.

I comuni devono assumersi qualche responsabilità.

“L’obiettivo – insiste Zingaretti – è aiutare la società e i lavoratori a uscire dal caos in cui si trovano, ma occorre che ciascuno faccia la propria parte”.

La regione è in attesa. “Vediamo i risultati dell’analisi economica in corso e capiamo quanti debiti ha Talete e lo stato dell’azienda.

Noi, una volta compresi i numeri possiamo intervenire, ma al tempo stesso gestiamo soldi dei cittadini ed è chiaro che chi ha fatto i “buffi” deve pagare.

I fondi li mettiamo per investirli in opere pubbliche, non per coprire i danni altrui”.

Il presidente della regione, insieme all’assessore Refrigeri, il commissario Asl Macchitella e il sindaco Michelini, ha fatto il punto della situazione arsenico.

Nella norma, tranne alcuni casi sporadici.

“Abbiamo investito cinquanta milioni di euro per il trattamento dell’acqua, ma l’investimento non graverà sui comuni o sulle tariffe per i cittadini.

Sono stati messi altri quindici milioni e nemmeno questi saranno a carico degli enti locali e non finiranno in bolletta”.

Dal canto suo l’assessore Refrigeri ha sottolineato come usciti dall’emergenza, siano al vaglio altre soluzioni di minor impatto e costo rispetto ai dearsenificatori.

Giuseppe Ferlicca

 


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