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“Vattene da Viterbo o ti ammazzo”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo 

Viterbo – Rendeva la vita impossibile all’ex moglie e alla figlia.

Il tribunale di Viterbo ha condannato un 41enne a due anni per stalking e maltrattamenti in famiglia per fatti risalenti al 2011. E non è nemmeno la prima volta.

L’uomo era diventato un’autentica ossessione per l’ex moglie, una 32enne viterbese, che viveva nel timore di incontrarlo e di vedersi ogni volta vomitare addosso minacce di morte e insulti della peggior specie.

“Vattene da Viterbo, altrimenti ti ammazzo”. “Sei una drogata”. In questo e in altri modi molto più coloriti l’imputato usava rivolgersi all’ex, dalla quale si era separato nel 2002, anno di nascita della loro figlia.

Neppure davanti alla bambina sarebbe riuscito a contenersi. Al contrario: l’accusa di maltrattamenti in famiglia riguarda proprio i rapporti con la figlia, sottoposta a continui atti di violenza psicologica, anche quando parlava al telefono col padre, che cercava in ogni modo di metterla contro la madre, senza fare il minimo sforzo per mostrarle affetto. Poco importava che fosse sua figlia e che avesse solo 9 anni. Lo stesso copione della madre si ripeteva con lei: insulti e cattiverie a ripetizione. Offese pesanti a lei, alla mamma e ai nonni, accusati di ogni nefandezza possibile specialmente davanti alla bambina.

La donna, rappresentata dall’avvocato Anna Camilli, si era costituita parte civile al processo davanti al giudice Rita Cialoni.

Il 41enne è stato condannato a due anni di reclusione con la condizionale e 5mila euro di provvisionale, più un risarcimento da stabilire in sede civile. Ma oltre a questo, pende su di lui anche la spada di Damocle dell’altra sentenza del 2011, sempre per la persecuzione all’ex moglie: un anno e sette mesi e altri 5mila euro di provvisionale. La difesa ha fatto ricorso in appello.

 


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