- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Viva Nello!”

Condividi la notizia:

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini - Lorenzo Celestini

I funerali di Nello Celestini – Lorenzo Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini - Le nipoti

I funerali di Nello Celestini – Le nipoti

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini - Lorenzo Celestini e Giuseppe Fioroni

I funerali di Nello Celestini – Lorenzo Celestini e Giuseppe Fioroni, al centro il sindaco Michelini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini - Angelo Loddo e Massimo Mecarini

I funerali di Nello Celestini – Angelo Loddo e Massimo Mecarini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini

I funerali di Nello Celestini - Marcello Meroi e Leonardo Michelini

I funerali di Nello Celestini – Marcello Meroi e Leonardo Michelini

Viterbo – “Viva Nello”. Una voce forte rompe il silenzio della chiesa di santa Rosa (video: Nello portato a spalla dai suoi facchini – Michelini: “Un grande personaggio per la storia della città” – Mecarini: “Una piazza per il presidentissimo” – fotoracconto: I funerali di Nello – Da casa di S. Rosa alla basilica – slide – La celebrazioneslide).

E’ il capofacchino Sandro Rossi. L’ultimo saluto al presidentissimo Celestini. Lo grida due volte, nonostante l’emozione, nonostante il nodo alla gola che prende tutti. “Viva Nello”.

E i facchini attorno al feretro, rispondono. “Viva Nello”. Rispondono tutti i presenti. La chiesa è colma. Rispondono parenti e amici, davanti c’è figlio Lorenzo.

“Viva Nello”. Risponde tutta la città. Che saluta e piange. Nello non c’è più. Ma la sua voce, la sua figura resteranno per sempre. E allora: “Viva Nello”.

Da oggi fa parte della storia, come ha ricordato un commosso presidente Massimo Mecarini. Da oggi Nello è con santa Rosa, che l’ha preso per mano, come dice il vescovo Lino Fumagalli nell’omelia.

E allora Sandro Rossi raccoglie le forze, come se a incitarlo fosse lo stesso Nello, come ha fatto tante volte in passato, anche in momenti drammatici e un ultimo grido riempie la chiesa e vola fino a lassù. Dal presidentissimo: “Viva santa Rosa”. Lo ripete: “Viva santa Rosa” e i facchini rispondono.

Nello sarebbe stato contento. Probabilmente avrebbe dato una carezza alle nipoti che lo ricordano come nonno bello e forte. Non lo dimenticheranno e chiedono a tutti di non dimenticarlo.

Per l’ultimo viaggio, i facchini che per tanti anni ha guidato, prima sotto la Macchina e poi con il suo esempio e la sua devozione verso la patrona, non l’hanno lasciato solo.

Lo hanno voluto accompagnare. Portando sulle loro spalle il feretro.

Dalla casa di santa Rosa fino all’altare. Dove gli sono rimasti accanto e con una bandiera del Sodalizio hanno coperto la bara.

In prima fila il figlio Lorenzo e tutti i parenti, c’è il sindaco Michelini e il presidente Meroi. Ci sono le clarisse oltre le grate, Giuseppe Fioroni, Alessio Partenesi e, Silvio e Raffaele Ascenzi, Battaglioni. C’è la città.

Perché Nello Celestini era Viterbo.

Ecco perché Massimo Mecarini, ricordandolo chiede un giusto riconoscimento: “Una via o una piazza da intitolargli – dice Mecarini – ma non una viuzza o una piazzetta qualsiasi. Una importante. Perché tutto quello che ha fatto non sia dimenticato”.

Parte un lungo applauso, che interrompe Mecarini.

“Grazie a Nello, il Sodalizio oggi è una realtà importante nella città, anche se qualcuno ogni tanto se lo dimentica. Questo lo avrebbe detto anche lui.

Nel 1986 ha salvato il trasporto che poteva finire in tragedia, dando sicurezza a noi che stavamo sotto la Macchina. Grazie alla sua voce e al suo incoraggiamento siamo riusciti a portare la Macchina nella posizione giusta.

Dobbiamo ringraziarlo per la visita di Papa Giovanni Paolo II ed essere sempre stato vicino al Sodalizio, sempre presente anche negli ultimi anni, nonostante qualche acciacco”.

Mecarini e Celestini si conoscevano da sempre: “E’ stato un onore esserti stato tra le tue braccia. Sei stato un padre per me e per tanti altri, che come dicevi, hai fatto facchini. Ma pure per molti giovani che hanno capito la tua grandezza.

Oggi entri nella storia della città, del trasporto e dei facchini. Guidaci sempre, tieni la tua mano sulla nostra testa e quando servirà, facci ancora arrivare la tua voce.

Sei stato, sei e sarai sempre unico e insostituibile”.

A officiare la cerimonia funebre, il vescovo Lino Fumagalli con don Angelo e don Alfredo, cappellano dei facchini.

Anche il vescovo ricorda quel tre settembre 1986 quando la Macchina oscillò: “Prima da una parte – ricorda Fumagalli – poi dall’altra. Però tutti i facchini dicono, ci ha sostenuto una voce. Quella di Nello.

Che ha detto loro, non mollate. Quella voce i facchini la sentiranno sempre, ogni tre settembre. Sostiene ed è fonte di sicurezza.

Mi auguro che Nello abbia già trovato santa Rosa in cielo e l’abbia preso per mano”.

Particolarmente toccante il ricordo delle nipoti: “Sei stato un nonno tenace, rigoroso, testardo, pieno di energia. Sempre disponibile per gli altri.

Eri ai nostri occhi il nonno bello e forte. Abbiamo scoperto le tue paure e la tua fragilità, solo quando è venuta a mancare la nonna. Hai comunque trovato la tua strada e non ti sei mai arreso agli acciacchi dell’età.

Te ne sei andato in silenzio, ma voglio credere che tu sia già in compagnia dei tuoi amici a giocare a carte sotto lo sguardo paziente e amorevole della nonna.

Non ti dimenticheremo, non lo dimenticate”.

Don Alfredo spera che la scomparsa di Nello serva a riappacificare i rapporti fra Sodalizio e comune. Magari succederà, intanto però dentro la chiesa in più di uno nota come accanto al gonfalone della provincia non ci fosse quello del comune. E come il primo cittadino, a differenza del presidente della provincia Meroi, non avesse la fascia.

Un ricordo di Celestini arriva anche dal sindaco Michelini: “Una figura indelebile che resta nel cuore della città. Un riferimento per tutti noi e per i giovani, per Viterbo dove il tre settembre i facchini sono gli eroi.

Figure come Nello, averle avute è un onore”.

Anche il primo cittadino torna al 3 settembre del 1986: “Nello era una persona che non aveva paura.

Quando ha preso in mano la situazione, ha detto una cosa semplice: non è successo niente. Tiriamo su questa Macchina”.

Giuseppe Ferlicca

 


Condividi la notizia: