Viterbo – Non è ancora finita. Genio e sregolatezza continua.
La procura sta notificando, in questi giorni, 32 avvisi di conclusione delle indagini. Reato: turbativa d’asta, nell’ambito dell’originario filone d’inchiesta sui presunti appalti truccati con l’aiuto di due funzionari del Genio civile. Almeno uno di loro avrebbe preso tangenti per favorire, a turno, sempre le stesse aziende.
Gli indagati erano in tutto 63. Per otto di loro, tra amministratori, imprenditori e funzionari del Genio, il processo è attualmente in corso (prossima udienza domani).
A parte qualche patteggiamento, già in fase di indagini, e una decina di archiviazioni, la maggior parte delle posizioni è rimasta in piedi per due anni. Ora i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci chiudono il cerchio, con una valanga di avvisi che preludono alle richieste di rinvio a giudizio.
“Genio e sregolatezza”, dal ruolo preponderante dei funzionari del Genio civile nella spartizione delle gare, scatta nell’ottobre 2012. I forestali del Nipaf arrestano dodici persone, scarcerate per problemi formali legati all’ordinanza e riarrestate nuovamente un mese dopo. Dodici milioni di euro l’importo complessivo dei presunti appalti truccati a Viterbo e provincia.
Una slavina sull’imprenditoria viterbese. Ma anche l’unico modo per fermare il meccanismo rodato e ben oliato di spartizione degli appalti sul quale i forestali hanno indagato per anni. Domani l’udienza.


