Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La polemica innescata sullo spostamento degli asili nido: alias, il migliore esempio di vecchia politica degli ultimi mesi.
Nei giorni scorsi Viterbo 2020 ha sollevato il problema degli otto bambini che entro marzo dovranno essere spostati dall’asilo nido comunale alla nuova struttura di santa Barbara, dando voce alle preoccupazioni dei genitori.
E cosa fa invece l’assessore? Dopo il nostro articolo di denuncia, al posto di capire come risolvere i legittimi problemi dei cittadini, si mette a rispondere in polemica con il suo predecessore. Abbiamo visto susseguirsi comunicati stampa dove si rivendicava il merito per la costruzione del nuovo asilo, si rivangavano i “ceci di Natale” delle passate amministrazioni, si rimpallavano le responsabilità dalla giunta Marini a quella Michelini e bla bla bla. Forse non siamo stati chiari: qui si parla di bambini, non di suppellettili da spostare dove più fa comodo in ossequio a cavilli burocratici.
Quindi chiediamo all’assessore Fersini, prima di rispondere alla passata amministrazione (che, non dimentichi, i viterbesi hanno già sonoramente bocciato alle ultime elezioni comunali, e così faranno con la vostra), di dare risposte concrete alle otto famiglie coinvolte, perché adesso è l’assessore competente ed ha la responsabilità di decidere. E’ risolvendo i problemi che si risponde alle critiche, non rimpallando le responsabilità: e allora i cittadini sapranno dare a Cesare quel che è di Cesare.
Ricordiamo infatti che il finanziamento di che trattasi è di provenienza regionale, non europea: la regione può quindi disporre, se c’è la volontà, una nuova data di avvio del servizio, proprio come hanno fatto per l’emanazione del provvedimento di autorizzazione al funzionamento che ha come scadenza il 31 dicembre 2015. Scendano in campo i consiglieri regionali del territorio e lavorino affinchè ciò accada.
E noi, che siamo voce dei cittadini, nel frattempo chiediamo all’assessore di rispondere alle domande di mamme e papà, postate sotto il nostro articolo:
Domanda numero 1: sono una mamma degli otto bimbi coinvolti.Vorrei dire solamente che gli otto lattanti, dei bimbi tra i sei mesi e i 13 mesi, sono gli unici, di una struttura che conta 42 bimbi, ad essere trasferiti, per poter permettere l’inaugurazione di un nido nuovo, bello e non ancora ultimato. Questo avverrebbe spezzando il personale del nido, in due strutture, mettendo a rischio la continuità del servizio. Perchè non pensare a riaprire le graduatorie, piuttosto, permettendo ai bimbi in lista di entrare al nido? Perché non c’è personale sufficiente. Come si può pensare di far funzionare due strutture con lo stesso numero di educatrici, cuochi, inservienti, già ridotti al minimo? Inoltre, tanti aspetti non sono stati presi in considerazione, come il fatto che di 8 famiglie, alcune non sono automunite. Fatti loro? Problema loro?
Domanda numero 2: questo anno c’erano ben 10 posti per i lattanti ma solo 8 domande… di cosa stiamo parlando? Il comune non ha i soldi per il personale e vuole aprire una nuova struttura? Con chi? Con otto lattanti? E chi li guarda? Forse chi scrive? E chi non ha la macchina per spostarsi? A Viterbo funzionano “così bene i mezzi pubblici”.
Domanda numero 3: quest’anno, per i lattanti, i posti utili erano 10 e ne sono stati riempiti solo 8. Perché? Perchè non tutti sono obbligati a mandare un bimbo di cinque mesi al nido, potendo contare su altre soluzioni. Mio figlio frequenta il nido fino alle 16,20, ora in cui torno da Roma a prenderlo, attualmente insieme ai bimbi semidivezzi e divezzi. Con il trasferimento mi verrebbe garantito il servizio? Perché all’accettazione del posto nido,l’ufficio competente non ci ha avvisato dell’eventuale trasferimento?
Domanda numero 4: a noi portare i bimbi in un nido nuovo, bello, funzionale ed eco sostenibile sembra un sogno. Ma la modalità alla “armiamoci e partite”, tipica ormai di questo paese, fa venire i brividi, perché attualmente ci siamo trovati in situazioni in cui le educatrici delle altre sezioni si sono spostate da un’aula all’altra per poter coprire assenze (rarissimi casi, ringraziando la professionalità delle educatrici!). Lasceranno i bimbi da soli? E la mensa? Si porteranno il pranzo da casa?
Chiara Frontini
Consigliere comunale Viterbo 2020
