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Cocaina su prenotazione, via al processo

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Droga, sequestrati bilancini e cocaina

Droga, sequestrati bilancini e cocaina

Il capitano Emilio Miceli

Il capitano Emilio Miceli

Il tenente Salvatore Marchese

Il tenente Salvatore Marchese

Civita Castellana – Ventuno arresti. Duecento carabinieri impegnati. 187 capi di imputazione.

Sono i grandi numeri dell’operazione Tetris, scattata nel settembre 2009 per stroncare un traffico di droga nell’hinterland civitonico.

Spaccio di cocaina, marijuana, hashish. Stupefacenti venduti su prenotazione tra Roma, Civita e Fabrica. Con una struttura piramidale che distingueva tra pusher di primo livello – quello più elevato – che non conoscevano quelli del terzo livello, i più bassi nella scala gerarchica, che smerciavano la droga sul territorio. 

A sei anni dal blitz, inizia il processo, con l’immancabile ombra della prescrizione. Ieri, prima udienza di ammissione prove davanti al giudice Silvia Mattei. Otto imputati; gli altri, nel frattempo hanno patteggiato o sono stati giudicati con rito abbreviato. Tra gli indagati, anche Simone La Penna, il detenuto viterbese 32enne morto per anoressia a Regina Coeli il 26 novembre 2009: due mesi dopo l’arresto nel blitz Tetris. Un “nuovo caso Cucchi”, come fu definito da molti, per il quale due medici sono stati condannati per omicidio colposo alla fine dell’anno scorso.

Nove imputati diventati otto: per uno, gli atti sono tornati al gup.

A sorreggere l’ipotesi dello spaccio, un’ampia mole di intercettazioni. Gli indagati parlavano in codice: “Ci vediamo alle 7 a casa”, stava per una prenotazione di 7 grammi di stupefacente. E’ da intercettazioni di questo tenore che è scattata l’indagine dei carabinieri di Civita Castellana, all’epoca coordinati dal capitano Emilio Miceli e dal tenente Salvatore Marchese. 

L’attività interessò quattro province (Viterbo, Roma, Rieti e Terni) e nove comuni (Civita Castellana, Fabrica di Roma, Nepi, Castel di Tora, Marino, San Cesareo, Stimigliano, Roma e Zagarolo).

Secondo le indagini dei carabinieri, gli arrestati avevano creato un meccanismo di prevendite e prenotazioni della droga. Un vero e proprio mercato che copriva in particolare il territorio di Civita Castellana e dintorni.

Gli spacciatori di primo livello avrebbero comunicato con quelli di terzo tramite intermediari. “Le indagini procedono dal basso”, spiegò all’epoca, in conferenza stampa, il tenente Marchese. Ecco perché la struttura sarebbe stata organizzata secondo precise fasce gerarchiche. 


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