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“Sono un fascista del ventennio”

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Servizio pubblico - L'immagine di Gianlorenzo

Servizio pubblico – L’immagine di Gianlorenzo

Servizio pubblico

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Servizio pubblico - L'immagine di Gianlorenzo

Servizio pubblico – L’immagine di Gianlorenzo

Viterbo – “Sono un fascista del ventennio”.

Paolo Gianlorenzo insulta sotto palazzo Grazioli il giornalista di Servizio pubblico Luca Bertazzoni e Giuseppe Cruciani della trasmissione La zanzara su Radio 24 lo chiama per chiedergli il perché e scopre qualcosa sul plurindagato ex direttore di Nuovo Viterbo Oggi e l’Opinione di Viterbo e Alto Lazio, testate cbiuse da tempo.

“Sono un fascista del ventennio”.

Da studio l’altro conduttore della Zanzara, David Parenzo, si chiede se queste siano cose da dire.

Gianlorenzo non ha dubbi: “E’ un mio orgoglio, mi sono tatuato l’aquila imperiale. Mussolini è stato lungimirante, ha fatto più lui in venti anni, al di là delle stronzate con le leggi razziali e allearsi con Hitler”. Sempre Parenzo gli ricorda che questa è apologia del fascismo.

“Andiamo ancora avanti co’ ‘ste cazzate…”, replica Gianlorenzo.

Ieri sera su La 7, invece, durante la trasmissione di Santoro è andato in onda il famoso video in cui copre d’insulti il giornalista. Servizio Pubblico ha poi fatto luce su chi fosse Gianlorenzo, anche con una foto di Tusciaweb che la giornalista in studio descrive: “Risale al 2005, quando stava organizzando una marcia su Roma”.

Il che fa liquidare in poche battute l’argomento a Santoro: “Era un infiltrato in mezzo alla cinquantina di liberali sotto palazzo Grazioli”.

Hanno indugiato, invece, quelli della Zanzara. Giuseppe Cruciani gli chiede perché abbia dato del comunista schifoso a Bertazzoni e delle merde a Santoro e Travaglio.

“Ero incazzato nero – dice Gianlorenzo – e spero di non incontrarli, né Santoro né travaglio”. Come mai, gli chiedono. Se li incontri gli metti le mani addosso? “Noo…. mi vado pure a sporcare le mani, ie parto de capoccia.

Sono faziosi. Io sono vittima di giornalisti faziosi”. Da studio gli fanno notare che qualcuno sostiene che sia l’esatto contrario.

Si passa agli ebrei che per Gianlorenzo sono brave persone: “Ho tanti amici ebrei e non ho nulla contro la gente di colore”.

Il discorso cambia sui nomadi. “Sono un’altra cosa. Sono ladri al 99,9 per cento. A zampate nel culo li manderei a casa loro”.

I giornalisti gli chiedono di “tradurre”… “Vanno mandati a casa, in modo più civile, ma riportati a casa”.

Gianlorenzo ha una buona parola pure per Gad Lerner, dopo che i conduttori gli chiedono chi siano ancora oggi i comunisti in Italia: “Una zecca”. E quando gli fanno notare come Lerner abbia detto che Berlusconi resti un puttaniere, la replica è pronta: “E lui rimane frocio… in senso buono”.

Va male, invece, il tentativo di Cruciani e Parenzo di fargli chiedere scusa a Bertazzoni, la cui unica colpa era di stare lì a fare il suo lavoro.

“Bertazzoni ti chiedo scusa – dice Gianlorenzo – la prossima volta invece di minacciarti, ti darò una capocciata direttamente”.


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