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“Finalmente una proposta che valorizza la figura dell’anziano”

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La segretaria provinciale dello Spi-Cgil Marisa Roberti

La segretaria provinciale dello Spi-Cgil Marisa Roberti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo” è la proposta di legge presentata in Regione Lazio da Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil del Lazio, Cgil, Cisl e Uil del Lazio con le associazioni di volontariato Auser, Anteas, Ada.

La proposta di legge di iniziativa popolare intende definire una nuova normativa quadro finalizzata a integrare, coordinare e implementare tutti gli interventi finalizzati a riconoscere il ruolo della persona anziana nella comunità e la sua partecipazione alla vita sociale, economica e culturale, promuovendo e valorizzando l’invecchiamento attivo della popolazione over 60.

La legge è in linea con quanto sostiene lo Spi-Cgil Viterbo, che da sempre chiede un miglioramento e un aumento dei servizi sociali rivolti agli anziani per garantire aggregazione e socializzazione, per contrastare la solitudine e favorire la socialità.

“Assicurare una dignitosa assistenza agli anziani, a chi è solo, a chi non trova in famiglia la possibilità dell’attenzione ai suoi bisogni, è necessario – sostiene con forza Marisa Roberti, segretaria provinciale dello Spi-Cgil Viterbo – si tratta di una vera e propria emergenza sociale, i tagli ai comuni hanno reso insostenibile la condizione dell’anziano che è diventato per la società un peso, piuttosto che una persona. Si può fare di più e la proposta di legge è un primo passo”.

Dalla prossima settimana partirà la raccolta delle firme. I segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Lazio, Cgil Cisl e Uil regionali e le associazioni di volontariato Auser, Anteas e Ada fanno sapere che puntano a raccogliere 20mila firme, in quanto ritengono che l’argomento incontri l’interesse di tutti, non solo degli anziani.

“Con la proposta la figura dell’anziano viene valorizzata come risorsa per la collettività – commenta Marisa Roberti – in questi anni non si è investito abbastanza sul benessere degli anziani. “Nonno” è un termine spesso utilizzato per caratterizzare gli anziani, anche quelli più disabili; ma dobbiamo ricordare che “nonno” esprime affettività, custodia, educazione, cioè un ruolo di grande rilevanza sociale che presuppone anche la buona salute e l’autosufficienza.

La vita diventa più complessa nella terza età – continua -, diventa difficile trovare nuovi valori e ottenere gratificazioni dalla vita di ogni giorno; è noto che la partecipazione è cruciale per salute, longevità e benessere. L’anziano, se nonno, può apprezzare a lungo la vita che vede continuare nei nipoti e a volte anche nei pronipoti quindi può percepire la continuità della vita, compiendo atti d’amore e di dedizione profonda. Il quadro e le prospettive però cambiano assai se il “nonno” è fragile, malato e diventa un problema per i famigliari. Per la sua permanenza a casa sono necessarie cure ed assistenza per le quali la famiglia è spesso sola e impreparata. In questo modo fra le generazioni si creano distanze ed incomprensioni, e così lunghi periodi della vita possono trascorrere con disagi tanto grandi che la morte non è più il male peggiore”.

L’anziano come risorsa è indubbiamente un’enunciazione condivisibile ma se non accompagnata da misure appropriate rischia di restare uno slogan privo di significato – conclude Roberti – la proposta di legge vuole dare una risposta concreta per tutelare e migliorare le condizioni di vita degli anziani e delle loro famiglie, in particolare di quelli più fragili, per garantire socialità e relazione per gli anziani e per affrontare adeguatamente situazioni che spesso generano sofferenza e disagio”.

Spi-Cgil Viterbo


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