Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Disagi sulla linea Fl3, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti risponde ad Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, deputati del Partito democratico che avevano presentato un’interrogazione a novembre dello scorso anno.
Nella risposta, illustrata in commissione Trasporti dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, il dicastero elenca gli investimenti lungo la tratta Viterbo-Roma che andranno a migliorare il servizio.
“La Regione, con la nuova giunta Zingaretti – commenta Mazzoli – sta facendo molto: è stato ridefinito il contratto di servizio con Trenitalia con diversi miglioramenti nella tratta che collega il Viterbese con Roma, con l’introduzione di treni più moderni e l’aumento dei convogli stessi. Ma ancora molto lavoro resta da fare per raggiungere i livelli necessari di efficienza e adeguatezza del servizio. Soprattutto, resta il problema del raddoppio della tratta ferroviaria da Cesano a Viterbo, problema irrisolto da 15 anni”.
Ecco la risposta all’interrogazione: “Da marzo 2013 – scrivono dal dicastero – lungo la linea hanno viaggiato in media 148 treni nei giorni feriali (125mila posti offerti), di cui 110 in area metropolitana e 38 da Roma a Viterbo e viceversa. Di questi, 17 sono treni regionali veloci. C’è stato inoltre un incremento apprezzabile del numero dei collegamenti giornalieri: più 13”.
E il materiale rotabile? “Prevalentemente – si legge – si tratta di convogli Taf e Vivalto ai quali si aggiungono 6 convogli composti con da carrozze a piano ribassato che, comunque, saranno sostituiti con Taf e Vivalto a partire dal prossimo mese di aprile”. Il ministero ricorda poi che sono in corso le consegne di nuovi treni grazie a un piano di rinnovo dedicato al Lazio, per il quale Trenitalia ha stanziato 231milioni di euro e la Regione altri 35.
“Nell’ambito di queste consegne – spiegano – particolare attenzione, d’intesa con la Regione, sarà dedicata al materiale destinato ai collegamenti tra Viterbo e Roma”.
Per i prossimi sei anni, inoltre, la Regione ha preannunciato un piano di investimenti pari a 64 milioni di euro. “Per l’indice di puntualità – continuano – nel 2014 il 90% dei treni è giunto a destinazione in orario o, comunque, entro i 5 minuti dall’orario programmato, escludendo le cause non dipendenti da Trenitalia. Questo conferma il trend di miglioramento già avviato dal 2013”.
Lo stesso ministero ammette però che tra ottobre e novembre “si sono verificati particolari eventi di forza maggiore, legati al maltempo e ad altri fattori esterni che hanno determinato situazioni di criticità con ripercussioni sul regolare andamento del servizio ferroviario, non imputabili a Trenitalia”. L’interrogazione di Mazzoli e Terrosi risale proprio a quel periodo: è stata depositata l’11 novembre 2014.
Nella replica al sottosegretario in commissione, Mazzoli ha comunque ribadito che Trenitalia aveva le sue responsabilità: “In quel periodo, diversi treni raggiunsero ritardi di oltre un’ora senza che il gestore fornisse alcuna informazione ai passeggero. Questi episodi non devono più ripersi”, ha concluso.
Ufficio stampa Alessandro Mazzoli
