Viterbo – La chiamarono “Scacco matto”. Come lo scacco matto alla banda di autori di furti e rapine, smascherati dall’indagine. Sono sempre loro: i quattro ventenni dell’omicidio Zappa.
Per Adrian Nicusor Saracil, Alexandru Petrica Trifan, Daniel e Cosmin Oprea si è aperta l’udienza preliminare per la lunga serie di furti in case, aziende ed esercizi pubblici, perpetrati nel 2012.
Oltre ai quattro, già condannati per aver rapinato e ucciso il professore 82enne Ausonio Zappa, tra gli indagati c’è anche Iulian Paisa, 33enne accusato di un solo episodio, il furto di lettori dvd alla scuola media di Gallese.
L’udienza preliminare, pochi giorni fa, è saltata per i soliti problemi di notifica.
Su Trifan e Saracil pende l’accusa più grave: rapina e lesioni a danno di una signora, legata e narcotizzata in casa. Dopo averla addormentata con un tampone imbevuto di sonnifero, Trifan e Saracil le avrebbero portato via due computer portatili, un navigatore, una catenina e l’orologio che portava al polso.
La donna ebbe dieci giorni di prognosi per la reazione allergica al narcotico.
Secondo le indagini del pm Paola Conti, sarebbero sei i furti commessi dalla banda e contestati a vario titolo.
Dai preziosi portati via da una casa a Viterbo, alla Mercedes rubata a Monte Romano. Fino alle macchinette cambia soldi svaligiate in un bar e in una gelateria di Marta, per un totale di quasi 1300 euro. Ma la gang di “Scacco matto” si sarebbe data anche alle razzie in aziende di costruzioni, ripulendo un deposito pieno di attrezzi edili. E poi, le scuole: all’indomani dell’arancia meccanica a casa del professor Zappa, a Bagnaia, i quattro furono trovati in possesso di due proiettori, rubati all’istituto Anna Molinaro di Montefiascone e al Paolo Savi di Viterbo.
La stessa notte dell’omicidio Zappa, prima di arrivare alla villa in strada Romana, Cosmin, Saracil & Co. avevano tentato di entrare alla scuola Canevari. Riuscirono solo a danneggiare l’ingresso dell’asilo e l’allarme che, comunque, scattò costringendoli alla fuga. Ma la nottata era ancora lunga: a quel primo tentativo andato a male seguì il secondo, purtroppo riuscito, a casa dell’anziano. Cosmin e Saracil ne uscirono solo dopo averlo ridotto in fin di vita: Zappa, 82enne, fondatore dell’Accademia belle arti di Milano e Viterbo, morirà dieci giorni dopo.
A giugno, la Cassazione si pronuncerà definitivamente sui quattro ventenni. I pali Daniel e Trifan sono agli arresti domiciliari, mentre gli esecutori materiali del delitto, Cosmin e Saracil, non hanno mai lasciato il carcere.
In primo grado furono condannati all’ergastolo; dodici anni a Daniel e sedici a Trifan, considerato l’ideatore del colpo, dato che aveva vissuto in casa Zappa, con la madre che vi lavorava come badante. In appello, il carcere a vita si ridusse a vent’anni, dieci e otto agli altri due. A giugno, l’ultimo atto.
Stefania Moretti




