Viterbo – Ugo Gigli non vuole che a giudicarlo sia il tribunale di Viterbo.
L’ex direttore generale dell’Ater ha presentato, stamattina un’istanza di rimessione del tribunale.
In pratica chiede di trasferire altrove il procedimento, per via di un “pregiudizio ambientale” che, a detta sua, renderebbe impossibile un giudizio sereno. E’ la cosiddetta “legittima suspicione”, invocata in tutti i casi in cui l’imputato nutra dubbi sull’imparzialità dell’organo giudicante. Cosa più unica che rara a Viterbo.
In merito, dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione, cui il giudice Salvatore Fanti ha inoltrato gli atti per decidere. L’udienza preliminare per la vicenda contro Angela Birindelli, ex ingegnere dell’Ater, parte civile contro Gigli, resta quindi bloccata almeno fino al 10 luglio. E comunque fino a che la Suprema Corte non si sarà pronunciata.
Ieri, intanto, Angela Birindelli, l’ex presidente dell’Ater Gabriela Grassini e l’Ater hanno formalizzato la loro costituzione di parte civile. Ma lo stesso avvocato dell’Ater che batte cassa a Gigli, in qualità di parte civile, è anche responsabile civile e, quindi, titolato a pagare all’ex ingegnera i danni presumibilmente causati da Gigli. Un assurdo per i difensori Pierfrancesco Bruno ed Enrico Valentini: “E’ come se in un processo per omicidio, lo stesso avvocato difendesse l’imputato e i familiari della vittima”.
La vicenda ruota intorno agli incarichi esterni assunti da Birindelli. Lei dice di essere stata regolarmente autorizzata, come da prassi. Lui sostiene che l’ingegnera abbia copiato e incollato le sue firme di direttore per simulare l’ok dell’azienda. Gigli è attualmente indagato per abuso d’ufficio, diffamazione, falso materiale, soppressione di documenti e calunnia. Davanti al gup, anche la posizione del direttore di area tecnica Valentina Fraticelli, che risponde solo di abuso d’ufficio. Ma non finisce qui.
La difesa di Gigli lamenta denunce sporte a carico di Birindelli e ferme ormai da mesi. E c’è, poi, la causa civile a seguito del licenziamento dell’ingegnera. Più l’altra causa intentata da Gigli per cercare di riavere indietro il suo posto di direttore generale con una richiesta di provvedimento d’urgenza.
La risposta è arrivata oggi: respinto il ricorso di Gigli. Ma con un’autostrada per fare appello. La difesa dell’ex dg farà reclamo al collegio: nient’altro che un’impugnazione della decisione del giudice, che ritiene che Gigli abbia ragione sull’illegittimità del suo licenziamento, ma non ci sarebbero motivi d’urgenza per il suo reintegro. Gigli aveva addotto, come principali motivi della sua richiesta d’urgenza, il suo stato di salute, nettamente peggiorato dopo la revoca dell’incarico.

