Viterbo – (g.f.) – Decadenza dei consiglieri Chicco Moltoni e Maurizio Tofani, la spinosa vicenda arriva in prima commissione, ma l’argomento è troppo delicato perché undici consiglieri su 32 possano prendere una decisione. Anzi, non devono.
“Giochiamo a tennis con la dignità delle persone – avverte la presidente del consiglio Melissa Mongiardo – siamo stati costretti a discutere, ma non abbiamo possibilità d’entrare nel merito”. Tutto rimandato alla presidenza del consiglio.
C’è il parere del ministero secondo cui per la vicenda Cev, i due consiglieri devono versare gli 80mila euro altrimenti decadono e non vale nemmeno la rateizzazione.
Eppure, nel portare gli atti in discussione, qualcuno ha dimenticato che il comune ha un contenzioso con l’assicurazione che avrebbe dovuto coprire i consiglieri stessi. Ma che non lo ha fatto.
Assicurazione regolarmente pagata dai diretti interessati.
Quindi: c’è una causa verso la società assicuratrice e poi c’è il procedimento verso i due consiglieri. Doppia richiesta di recupero somme e comportamento strabico da parte di palazzo dei Priori.
Questioni politiche e tecniche si sommano e si sovrappongono.
Ecco perché il consigliere Giulio Marini si alza per dire: “Contesto tutta la procedura messa in atto, in malafede politica – spiega Marini l’11 giugno 2012 è stato intrapreso un atto di citazione verso l’assicurazione.
E’ colpa dell’amministrazione comunale se i due consiglieri e pure gli altri sono finiti al pubblico ludibrio. Contesto completamente la procedura”.
Ma in maggioranza si fatica a trovare una linea.
A un certo punto, lo hanno notato in molti, interviene il consigliere Aldo Fabbrini per difendere l’operato del centrosinistra, in particolare per avere messo a bilancio 700mila euro riferiti a crediti avanzati da consiglieri in carica e non, dopo avere ricevuto una telefonata da parte di “Luisa”. Ciambella? L’assessora al Bilancio?

