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“I tutor non sono un’imposizione fiscale mascherata”

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Paziani, Peruzzi, Meroi

Paziani, Peruzzi, Meroi

Il comandante Enrico Paziani

il comandante Enrico Paziani

Paziani, Peruzzi, Meroi, Pecorelli

Paziani, Peruzzi, Meroi, Pecorelli

Giuseppe Talucci Peruzzi

Giuseppe Talucci Peruzzi

Marcello Meroi

Marcello Meroi

Aberto Pecorelli

Aberto Pecorelli

Viterbo – (e.c.) – “I tutor non sono un’imposizione fiscale mascherata”.

Così il presidente della provincia Marcello Meroi durante la presentazione del programma per il controllo elettronico sulle strade della provincia.

Ci tiene a sottolineare che non saranno un modo per fare cassa come certi autovelox, ma un modo per fare prevenzione e per raccogliere fondi per il rifacimento del manto stradale.

“Il tutor – spiega Meroi – a differenza dell’autovelox è ben visibile, non è spionistico e non sarà nascosto dietro le siepi. Se usato correttamente – sottolinea – è una buona misura di sicurezza e servirà a recuperare risorse per rifare le strade della provincia per le quali servono milioni per intervenire.

Con i tutor – spiega ancora Meroi – riusciamo a controllare lunghi tratti di strada e i fondi ci permetteranno di intervenire nei tratti che ne hanno bisogno”.

Il tutor sarà ben visibile al centro della strada e sarà segnalato da dei cartelli al guidatore. Se si entra nella zona del tutor a una velocità eccessiva, l’automobilista ha tutto il tempo di accorgersi, di rallentare e di evitare di prendere la multa, in quanto il tutor calcola la velocità media con cui il tratto stradale controllato è stato percorso.

“Quindi – spiega Giuseppe Talucci Peruzzi, assessore alla Viabilità e lavori pubblici – chi prende la multa è cosciente di aver percorso tutto il tratto stradale oltre il limite e che non è stato solo un momento di distrazione”.

I tratti interessati sono cinque. Il primo è sulla strada Nepesina dal chilometro 13 al 14,4 che è il primo attivo ed è sperimentale. Gli altri quattro sono sulla provinciale Cimina (dal chilometro 2 al 3,750), sulla Verentana (dal chilometro 16,3 al 18,5), sulla Tuscanese (dal chilometro 17 al 21) e sulla Teverina (dal chilometro 5 al 7).

Per questi quattro c’è un bando europeo per scegliere la ditta incaricata e in seguito una commissione tecnica si riunirà per scegliere chi si aggiudicherà l’appalto. Per ogni sanzione la ditta prenderà una quota fissa, la differenza andrà alla provincia.

“I fondi – ci tiene a sottolineare Peruzzi – andranno alla manutenzione delle strade e ai mezzi per attuarla, non saranno usati per altri scopi. Se volevamo fare cassa sceglievamo gli autovelox”.

Il alcuni punti come Colle Lidia, inoltre, saranno messi dei semafori a chiamata per una maggiore sicurezza. Anche se, spiega Peruzzi, “in alcuni punti e su alcuni incroci sarebbe più sicuro fare delle rotatorie”.

“Il tutor sulle Nepesina – spiega l’ingegner Pecorelli – è il primo e serve per la sperimentazione che durerà 6 mesi. C’è stato un po’ di ritardo nell’attuazione. E’ stato scelto quel tratto perché è quello più pericoloso e dove c’è il più alto numero di incidenti stradali mortali. Per gli altri quattro tutor ci sarà un bando europeo. A noi come provincia non costano nulla, è tutto compreso nell’appalto. Il bando è stato pubblicato da due mesi per garantire la massima partecipazione. La commissione si riunirà mercoledì prossimo per valutare l’offerta tecnica. Poi per le altre fasi, che comprendono anche il contratto e l’istallazione, passerà qualche mese”.

Il controllo dei risultati dei tutor spetterà alla polizia provinciale.

“A noi spetta il controllo dei risultati – afferma il comandante Enrico Paziani -. I tutor funzioneranno anche di notte e sono posizionati nei punti dove c’è il più alto tasso di incidenti mortali. I controlli saranno migliaia. La fase sperimentale per noi sarà molto utile per sapere quanti addetti ci vorranno nelle fasi successive”.


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