Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Stamattina insieme ad altri colleghi della commissione Agricoltura ho partecipato alla manifestazione tenutasi davanti Montecitorio organizzata dal comitato No Imu agricola Viterbo a testimonianza della posizione del movimento di netta contrarietà al provvedimento in esame in Parlamento.
Il malumore però non è solo degli agricoltori e di tutto il mondo agricolo, ma anche dei sindaci che si vedranno decurtare la quota parte del fondo di solidarietà comunale, corrispondente all’importo Imu che dovranno riscuotere localmente. I nostri sindaci insomma, sono ridotti al “rango di esattori” per conto del governo Renzi, come se fossero dei “novelliGabellieri”. Inoltre ai sindaci, purtroppo, di questa imposta rimarrà ben poco.
Infatti, mentre da un lato è certa la decurtazione del trasferimento dallo Stato ai comuni dal fondo di solidarietà, dall’altra, non è altrettanto assodata la riscossione da parte dei comuni dell’Imu sui terreni agricoli che già ad oggi denunciano mancati introiti. Insomma, tutta la tensione sociale scaturita da questa gabella, dovrà essere gestita ed affrontata dai “primi cittadini” che da soli dovranno confrontarsi coi cittadini proprietari di un appezzamento di terreno, non solo quindi con gli imprenditori agricoli professionisti, con i coltivatori diretti e con le altre categorie che vivono del lavoro nei campi.
Anche per questi motivi il movimento 5 stelle ha espresso il proprio disappunto nelle sedi parlamentari presentando emendamenti soppressivi e migliorativi al fine di esentare più soggetti possibili dalla tassazione che a tutti gli effetti risulta essere una patrimoniale al contrario che colpisce i ceti medio bassi del settore agricolo al solo scopo di coprire il bonus Irpef di 80 euro.
Massimiliano Bernini
Deputato del movimento 5 stelle
