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“Infermieri, perché ricorrere alla graduatoria interna?”

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Il carcere Mammagialla

Il carcere Mammagialla 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo una lettera della Confael indirizzata al direttore generale della Asl di Viterbo Luigi Macchitella

Con la presente si intende richiamare l’attenzione su una calda vicenda che riguarda il carcere di Mammagialla di Viterbo. Un breve preambolo per meglio cogliere il nostro disappunto.

Ebbene, nello specifico, il riferimento è alla pubblicazione della graduatoria per cps infermiere per attività di assistenza, in regime di prestazioni aggiuntive approvata con deliberazione n° 170 del 17.02.2015.

Ciò ha scaturito non poche perplessità pervenute alla scrivente organizzazione sindacale sopratutto in considerazione del periodo di carestia di lavoro che gli infermieri stanno attraversando. Si tratta ovviamente di tutti quei disoccupati che con immensa felicità alla data dell’11 aprile 2013 si erano visti pubblicare, grazie al precedente commissario straordinario Antonio De Santis, un avviso pubblico per 16 posti destinati al sopra menzionato carcere.

Avviso pubblico che lei, un giorno prima della chiusura, in data 30 aprile 2013, bloccò per motivazioni a oggi ancora sconosciute e che successivamente ha riaperto con deliberazione n° CS579 del 03/07/2013, ma non più per il carcere, bensì tramutandolo in un avviso esteso alle necessità di tutta la Asl con la nota che gli incarichi presso il carcere sarebbero stati assegnati solo dopo specifica autorizzazione regionale.

Per quanto sopraesposto e tendenzialmente contro corrente rispetto alle volontà espresse in origine dall’ex commissario straordinario e cioè di dare lavoro a chi non lo possiede piuttosto che arricchire le tasche di infermieri che già sono di ruolo in codesta Asl, ci si chiede perché attualmente si debba ricorrere a una graduatoria interna che vuole estendere il guadagno non più agli stessi prediletti bensì a 56 infermieri ivi compresi i precedenti detti, invece di creare un apposito concorso e dare incarico a infermieri disoccupati.

Il tutto ad oggi risulterebbe possibile considerato che il suddetto blocco regionale che vigeva sulla graduatoria CPS Infermieri approvata con deliberazione n. 770 del 20.9.2013 non esiste più in virtù anche del fatto che varie assegnazioni di personale presso la CC si sono verificate.

Ma il punto è: “E quei 16 posti cosi ambiti che per quanto emerso all’epoca dei fatti avevano l’intenzione di dare un lavoro più o meno stabile perchè si sono eclissati?”.

E’ intenzione di Confael dare voce alla miriade di lamentele pervenute, che come detto sono aggravate da un alto tasso di disoccupazione degli infermieri nella nostra provincia. Si intende invitarla con il dovuto rispetto a valutare quanto da noi esposto. Perseverare nella volontà conclamata di favorire, chissà a quale scopo, ingenti guadagni a pochi fortunati non porta gran che lontano.

Inoltre ci si domanda che livelli qualitativi può avere l’assistenza quando erogata da unità infermieristiche che hanno già prestato servizio nelle proprie unità operative. A nostro modesto parere decisamente bassi, sopratutto se rapportati ai livelli che potrebbe raggiungere quando erogata da personale esclusivamente dedicato ad una unica realtà.

Incentivare l’occupazione, e dare futuro ai tanti disoccupati sarebbe un primo passo fondamentale e un forte segnale da parte di una pubblica amministrazione che ad oggi non ha mostrato impegno in questo senso, inoltre sarebbe un modo anche per risolvere l’emergenza infermieristica nel penitenziario.

Auspichiamo che tutto questo possa prendere vita.

Alessandro Schilirò – Coordinatore della Sanità Pubblica Confael


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