Viterbo – (g.f.) – “Abbiamo una seria angoscia e il timore che ne usciremo con le ossa rotte”.
L’occasione è di quelle importanti, il recupero di dodici pergamene esposte al monastero di santa Rosa.
Lavori eseguiti dal laboratorio restauro della provincia. Un’eccellenza del territorio. Tuttavia c’è poca voglia di festeggiare.
La struttura rischia di scomparire, inghiottita dalla riforma dell’ente, cui dal primo gennaio non compete più il settore cultura, ambito però che la regione non ha preso in carico.
In trent’anni d’attività, migliaia di opere sono tornate alla luce grazie al laboratorio.
“Eravamo venti operatori – ricorda la direttrice Paola Sannucci – siamo rimasti in nove. In un momento in cui i comuni in difficoltà ci chiedono soccorso, dismettere la struttura sarebbe un vero peccato.
Tanto più che per gli enti locali noi lavoriamo gratuitamente e per quelli ecclesiastici prendiamo solo un rimborso spese limitato.
Abbiamo registrato la solidarietà di molti, è confortante, anche se temo che non dipenda da molti di noi il futuro”.
All’inaugurazione delle pergamene anche il presidente della provincia Marcello Meroi, il sindaco Leonardo Michelini e gli assessori comunale Barelli e provinciale Fraticelli.
“E’ una struttura di grande prestigio e di livello – osserva Meroi – ma la provincia non ha più competenze in ambito cultura.
Spetta alle regioni, ma nessuna in Italia ha dato seguito a provvedimenti per acquisire il settore. Noi non sappiamo come gestire i servizi e come finanziarli.
Abbiamo presentato due emendamenti, sul laboratorio e sul consorzio biblioteche, spero che almeno arrivi una proroga in attesa di soluzioni definitive”.
Visto l’andazzo, c’è poco da stare allegri. “Soprattutto quando un ministro arriva a Viterbo – osserva Meroi – e risolve i problemi della cultura come se fosse un mecenate”.
Il sindaco Michelini è più ottimista, ma soluzioni in tasca non ne ha neppure lui, oltre a un formale impegno a capire il da farsi.
“Il laboratorio con trent’anni d’esperienza non può andare al macero. La struttura va salvata – spiega Michelini – farà parte del progetto di Viterbo città candidata a capitale della cultura. E’ un impegno che mi prendo, perché è questo il settore in cui noi dobbiamo puntare.
Non dobbiamo inventare altro, abbiamo le bellezze paesaggistiche e culturali e queste sono la nostra miniera”.
La sintesi però la offre l’assessore provinciale Fraticelli: “Occorre essere concreti – osserva Fraticelli – e ricercare fondi per mantenere in piedi queste realtà, altrimenti sono solo chiacchiere.
Siamo a scadenza mandato, ma c’impegneremo anche dopo, da semplici cittadini”.
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