Viterbo – L’atto aziendale della Asl di Viterbo ha debuttato in commissione salute alla Pisana.
Questa mattina alle 10 il commissario straordinario Luigi Macchitella e il direttore amministrativo, Daniela Donetti hanno illustrato il documento programmatico all’assemblea.
L’audizione è durata circa cinque ore. “Abbiamo presentato l’atto – ha detto Macchitella al termine – e risposto a tutto quello che ci hanno chiesto. Sono state fatte alcune osservazioni, ma io sostengo la validità delle nostre scelte. Sono disfatto del lavoro fatto, perché risponde a quelli che erano gli obiettivi che volevo raggiungere”.
L’atto aziendale di Viterbo prevede che i distretti scendeno da cinque a tre, mentre le unità operative complesse (Uoc) ,individuate secondo gli indirizzi commissariali dal nuovo atto aziendale, saranno 63. Tre saranno cedute alla Regione, portando il numero complessivo di Uoc a 60.
Nel corso della seduta il direttore amministrativo, Daniela Donetti, ha inoltre informato i consiglieri sui punti salienti del piano strategico 2014-2016 dellazienda sanitaria. Tre unità operative complesse, stando ai principali snodi organizzativi descritti da Macchitella, saranno attive fino al pensionamento dei rispettivi primari. La Uoc Rianimazione dell’ospedale di Belcolle sarà così accorpata ad anestesia entro il 2017. Medicina legale resterà, ma perderà la natura di Uoc entro lo stesso anno. Sempre a esaurimento, per fine 2018, pure la Uoc di Malattie infettive, destinata all’accorpamento con quella per l’Aids.
La Asl viterbese è inoltre impegnata nella realizzazione del dipartimento interaziendale di Medicina penitenziaria di cui è capofila la Asl Rm/B, per cui la Uoc Medicina protetta, vale a dire quella carceraria, sarà attribuita a livello regionale. Stessa sorte per il Centro di riferimento regionale dell’amianto. Ostetricia e ginecologia di Tarquinia sarà trasferita alla Asl di Civitavecchia. La rete dei laboratori aveva tre unità operative complesse e rimarrà con una soltanto, quella di radiologia si avvarrà di innovative soluzioni di teleradiologia. Illustrati sempre da Macchitella il percorso nascita (con una Casa del Parto a Tarquinia e un rilancio dei consultori), servizi di screening che potrebbero essere di attrattiva per le regioni confinanti (riequilibrando così il bilancio delle spese per le cure dei residenti fuori Asl), la rete diabetologica, quelle per le broncopneumopatie, ictus e lintegrata territorio ospedale accreditati (Ritha). Il numero delle unità operative semplici dipartimentali sarà di 34.
Apprezzata dal consigliere Davide Barillari (M5s) l’attenzione che latto aziendale riserva a partecipazione (11 tavoli con 88 associazioni di volontariato), emergenza arsenico, incremento del personale, misure per affrontare le cronicità, contabilità analitica e valori etici. Assenti, invece secondo Barillari, riferimenti più specifici sulle attività intra moenia, su telemedicina e sul ruolo di Belcolle rispetto agli altri presidi, soprattutto non essendo Dea di 2° livello. Una funzione che è stato reclamata da Enrico Panunzi (Pd) per l’area nord del Lazio, ad oggi costretta a gravitare sul Gemelli. Per Panunzi le politiche per la salute dovrebbero prestare una maggiore attenzione ai territori, piuttosto che conteggiare le Uoc, in una logica di riequilibrio con la Capitale lasciando da parte la logica dei dati storici che penalizzano chi già è in difficoltà. Riccardo Valentini (Pd), dopo aver riepilogato le peculiarietà del territorio, ha sottolineato tra gli elementi positivi le iniziative per la partecipazione e la rete diabetologica. Punti di miglioramento da perseguire, a suo avviso, il rafforzamento della stroke unit per l’ictus e il completamento dell’ospedale di Belcolle. Ha chiesto inoltre quali garanzie ci sono con il trasferimento di ematologia a Montefiascone.
Fabrizio Santori (Gruppo misto) ha evidenziato la fragilità della gestione del rischio e ottenuto una serie di chiarimenti sul numero dei consulenti, tasso di assenze, spese per gli affitti e trasparenza. Santori ha parlato pure di una presa di posizione del consiglio provinciale di Viterbo sulla cancellazione della Terapia sub intensiva all’ospedale di Civita castellana. Marchitella ha risposto che per quella post operatoria è stata data attuazione al decreto 80. Il vicepresidente della commissione Politiche sociali e salute, Antonello Aurigemma (Pdl Forza Italia), ha criticato il percorso di elaborazione dellatto aziendale, sottoposto più volte a osservazioni da parte del comitato tecnico regionale e adeguato ad esse dalla Asl, ma che risulterebbe presentato agli organismi obbligatori solo allinizio del suo iter e non nella versione definitiva. Devid Porrello (M5s) ha evidenziato come il Viterbese sia penalizzato per numero di posti letto complessivi. Chiesti chiarimenti sul percorso nascita, in particolare per la distanza tra Tarquinia e Civitavecchia. Daniele Sabatini (Ncd) ha manifestato forti perplessità, annunciando anche il ricorso allautorità giudiziaria amministrativa e penale, in particolare su declassamenti, divisioni e creazioni di Uoc e sulle loro motivazioni. Segnalato, sempre da Sabatini, l’affidamento della diagnostica per immagini a unassociazione di promozione sociale che però, in commissione, è emerso essere stato accantonato. La seduta si era aperta con un’accesa polemica dai banchi dellopposizione per l’assenza all’audizione di un componente della commissione tecnica regionale cui chiedere chiarimenti. Funzionario che, al termine della seduta, il rappresentante della cabina di regia ha annunciato sarà presente lunedì.
Tra le contestazioni anche quella, sollevata da Santori, circa la legittimazione del commissario.
