Viterbo – (f.b.) – Ubriaco offre soldi alle ragazze in cambio di sesso, picchiato.
Si è concluso ieri mattina, a nove anni di distanza dai fatti in contestazione, il processo nei confronti di due ragazzi viterbesi, all’epoca di 21 e 25 anni, accusati di aver picchiato un 29enne di nazionalità rumena in pieno centro a Viterbo.
Era una sera del 2006 e la presunta vittima si trovava al bar di piazza del Comune. Tutti i clienti si erano accorti che il giovane era visibilmente ubriaco e fuori di sé, ma cercavano di non dargli peso. Lui però continuava ad avvicinarsi alle ragazze e con nonchalance chiedeva: “Vieni a letto con me se ti dò 50 euro?”.
Poi, fuori dal locale, si è acceso un parapiglia e il 29enne è caduto a terra con diverse contusioni e una spalla rotta. Ma ai carabinieri non avrebbe saputo dire con certezza chi fosse stato a picchiarlo e ha chiesto un riconoscimento fotografico da cui ha individuato i due ragazzi finiti poi a giudizio.
Al processo si è costituito parte civile, poi è sparito dalla circolazione. Non si è presentato a nessuna udienza e ieri, dopo otto anni, il pm si è visto costretto ad utilizzare per la sua requisitoria le prime ed uniche dichiarazioni del 29enne e ha chiesto la condanna a nove mesi del 25enne e a sei del 21enne.
Ma gli avvocati dei due imputati, Giuliano Migliorati e Franco Taurchini, richiamandosi a una decisione della Corte di Strasburgo secondo la quale la testimonianza di una vittima che poi fa perdere le proprie tracce non può bastare come prova, oltretutto se non corroborata dai racconti di altri testimoni presenti ai fatti, hanno chiesto l’assoluzione.
Il giudice l’ha concessa con la motivazione che il fatto, proprio perché non provato, non costituisce reato.
