Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da qualche giorno a questa parte sulla stampa nazionale e locale leggo articoli che trattano dei lauti guadagni di tutti i parlamentari della nostra Repubblica.
Purtroppo ho letto delle inesattezze, e quindi mi sento in dovere di fare delle precisazioni. Rispetto ai valori riportati dalla stampa andrebbe chiarito che al netto di guadagni provenienti da altre attività slegate dalla vita politica, ogni deputato percepisce molto di più di quanto è possibile leggere sui siti internet delle rispettive Camere.
Va anche specificato che questi rimborsi sono del tutto esentasse a norma di legge.
Si tratta della famigerata diaria e dei rimborsi vari che ogni mese i Parlamentari in carica si vedono accreditare sui loro conti corrente. Alla Camera dei Deputati (il Senato funziona in maniera leggermente diversa) i rimborsi ammontano mediamente a più di sette mila euro al mese, con conguagli quadrimestrali che possono arrivare anche a dieci mila euro, dei quali solo 1845 euro devo essere giustificati con ricevute, fatture ecc.
Tutto il resto viene assegnato ai Parlamentari in maniera forfettaria. In pratica oltre all’indennità, c’è da aggiungere questo ulteriore introito esentasse che in determinati casi può essere superiore all’indennità stessa.
Ricordo che per regolamentare lo stipendio complessivo dei deputati, come portavoce deputati del M5S avevamo subito proposto un cambio del regolamento della Camera che prevedeva l’introduzione di una “carta di credito” da assegnare ad ogni Deputato, con un budget massimo di sette mila euro mensili non accumulabili, che gli avrebbe permesso di pagare quelle spese realmente sostenute per esercizio del mandato che sarebbero state automaticamente pubblicate sul sito della Camera e visionabili da tutti i Cittadini, al paro dei redditi e della situazione patrimoniale.
Questo avrebbe evitato che i “rimborsi” percepiti in maniera non giustificata, andassero a formare un guadagno extra esente da tasse! Ovviamente tutte le forze politiche votarono contro…
Noi del M5S però non abbiamo bisogno di una legge per non percepire quello che reputiamo una “cresta” sui rimborsi perpetrata a spese dei cittadini.
Infatti rendicontiamo tutte le spese peresercizio del mandato sul sito www.tirendiconto.it, rinunciando ai rimborsi che non utilizziamo e versando questo surplus (che gli altri incassano esentasse) su un fondo Statale per il microcredito alle Pmi.
Da aggiungere, che i parlamentari del M5S si decurtano lo stipendio percependo, per come si era detto in campagna elettorale, 5000 euro lordi e versando il surplus sul fondo di cui sopra.
Personalmente percepisco circa 3000 euro netti al mese dai quali tolgo 356 euro che vorrei utilizzare per coprire il buco contributivo che erediterò da questi anni alla Camera.
In pratica una cifra ben lontana dai quasi novanta mila euro riportati dai giornali che anche quest’anno hanno dimenticato di sottolineare che i portavoce del M5S rinunciano a gran parte di quello che il fisco gli imputa, pur pagandoci le tasse.
Al momento, e cioè da inizio legislatura fino alla tranche di novembre 2014, ho restituito al fondo statale per il microcredito alle Pmi una somma pari a 132mila 228,99 euro, che sommati a quelli degli altri portavoce 5Stelle nazionali e europei fanno circa 10 milioni di euro totali. Mi sembra un gran bel risultato.
Cittadino Portavoce Massimiliano Bernini
Movimento Cinque Stelle
Commissione XIII – Agricoltura
