Viterbo – Nei pronto soccorso del Lazio arrivano da lunedì i primi steward.
Assistenti di sala, scelti tra personale non medico, che con indosso una pettorina bianca per farsi riconoscere sono stati formati per offrire assistenza e informazioni ai pazienti che arrivano nei Dea o che attendono di essere curati. Saranno il “volto umano” dell’accoglienza nelle strutture d’emergenza.
I primi 24 assistenti, presentati oggi in giunta dal presidente della Regione Nicola Zingaretti, prenderanno servizio in otto pronto soccorso della capitale: San Camillo, Policlinico Umberto I, Grassi, Tor Vergata, Pertini, San Giovanni, Sant’Eugenio, Sant’Andrea.
Si tratta di dipendenti della società regionale Lazio Service, che hanno seguito uno specifico corso di formazione presso la Asl Roma B e svolto uno stage nei pronti soccorso di una settimana. Saranno a disposizione dal lunedì al venerdì tre assistenti di sala in ogni struttura, due il sabato. Saranno immediatamente identificabili attraverso una specifica pettorina; dotati di un tablet, è stato spiegato oggi, non hanno competenze sanitarie ma “saranno fondamentali per gestire i rapporti con i pazienti e i loro familiari, che spesso li accompagnano o che in seguito al ricovero giungono nelle strutture per chiedere informazioni”.
Gli ‘steward’ avranno accesso al portale della Regione SaluteLazio.it e saranno in grado così di offrire ai cittadini in tempo reale maggiori informazioni su tutti i nuovi servizi: dalla Case della Salute agli Ambulatori di Cure Primarie. Avranno anche il compito di stilare, tutti i giorni, un ‘diario di bordo’ per sottolineare e specificare criticità e problematiche al fine di permettere a chi dirige le strutture di potere individuare a breve le soluzioni più adeguate. Tre volte l’anno risponderanno anche a un questionario che segnalerà il grado di soddisfazione dei cittadini sui servizi offerti.
“Con questo servizio rispettiamo l’impegno preso sul tema dell’umanizzazione dei nostri luoghi di cura – ha detto il governatore Zingaretti -. Al personale straordinario sanitario dei pronto soccorso, che spesso presidia in condizioni incredibili l’affluenza nelle strutture, si affianca questa figura non sanitaria, ma di aiuto, assistenza e umanizzazione nel primo approccio col pronto soccorso. Nel Lazio è la prima volta che si introduce la figura dell’assistente del personale medico, sperimentiamo questa formula per lanciare un messaggio: stiamo cambiando la sanità del Lazio”
