Viterbo – Macchina del fango-Vinitaly, se ne parla a luglio.
Slitta all’estate l’udienza preliminare per la vicenda che vede indagate otto persone, tra cui il giornalista Paolo Gianlorenzo e l’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli.
Il rinvio è dovuto a impedimenti del giudice Stefano Pepe; è il terzo consecutivo dall’inizio dell’udienza preliminare (giugno 2014) per la vicenda scoppiata nella primavera di tre anni da, dopo i sopralluoghi degli agenti della polizia stradale in Regione e nella redazione di Gianlorenzo.
Sul giornalista pende, tra le altre, l’accusa di tentata estorsione per aver ripetutamente usato i suoi articoli come strumento di pressione. La macchina del fango. O metodo Ciarrapico. Uguale: cumuli di articoli denigratori per ottenere qualcosa dai bersagli prescelti, riservandosi, eventualmente di abbassare il tiro. Ne è un esempio il trattamento riservato all’imprenditore della sanità Roberto Angelucci, ‘massacrato mediaticamente’ col pretesto dell’inchiesta Asl, che lo vedeva ieri indagato e oggi a processo; da lui, Gianlorenzo avrebbe voluto un posto di direttore al “Nuovo corriere viterbese” o da giornalista a “Libero”.
Nel caso dei veleni contro l’attuale vice coordinatore regionale del Pdl Francesco Battistoni, la macchina del fango si mischierebbe con gli interessi dell’ex assessore Birindelli, indagata per concorso in tentata estorsione e corruzione: a Gianlorenzo la pubblicità delle iniziative dell’assessorato; alla Birindelli, le manganellate mediatiche all’avversario Battistoni.
L’altro filone d’inchiesta riguarda i presunti tentativi di affidare a ‘ditte amiche’ l’allestimento del padiglione del Lazio al salone del vino di Verona.
Ma la “macchina del fango” non è l’unica a saltare. Ieri mattina, strage di rinvii: tutti i processi importanti della giornata sono slittati ai prossimi mesi. E’ l’effetto a catena di “Genio e sregolatezza”: per svolgere la nuova udienza sull’appaltopoli all’ombra del genio civile, gran parte dei procedimenti in calendario ieri dovevano essere necessariamente sacrificati. Impossibile riuscire a fare tutto. E così, niente udienza né per Monica Mileti, accusata di essere la pusher che ha venduto la dose letale di eroina al medico siciliano Attilio Manca, né per i presunti spacciatori dell’operazione Drago. In tal caso, il giudice Eugenio Turco ha affidato l’incarico di trascrivere le migliaia di intercettazioni captate durante le indagini al perito Maria Mammolo, rinviando l’istruttoria a novembre.
Ma, a sorpresa, è saltata anche “Genio e sregolatezza”, per problemi di salute di uno dei componenti del collegio. A Roma non è andata meglio: nessuna sentenza d’appello per il crollo del museo civico, nella primavera del 2005. Udienza rinviata, su richiesta di un difensore. L’epilogo – forse – a novembre.





