![]() Maltempo – Viterbo – Cimitero di San Lazzaro – Il responsabile dei servizi cimiteriali del comune Lodovico Baccelloni |
Viterbo – Al cimitero di San Lazzaro si contano i danni lasciati dalla furia del vento dei giorni scorsi (fotocronaca – slide – video).
Nel primo pomeriggio di ieri il sindaco Leonardo Michelini, l’assessore Andrea Vannini, il responsabile dei servizi cimiteriali del comune Lodovico Baccelloni e Riccardo Paganini, dottore forestale a cui il comune ha affidato il compito di monitorare la situazione dei cimiteri, hanno fatto un sopralluogo nella parte monumentale di San Lazzaro per capire l’entità dei danni e pianificare i passi da compiere per tornare alla normalità.
Riccardo Paganini da venerdì è in giro per i cimiteri del capoluogo e delle frazioni per monitorare ogni singola pianta.
A San Lazzaro nella parte vecchia ci sono 637 piante, cresciute tra le edicole e le tombe a terra. Il vento, che venerdì mattina ha soffiato fino a 89 chilometri orari, ne ha completamente sollevate da terra e poi fatte cadere quattro.
Paganini per capire come sono messe le piante ha fatto un piccolo schema con cinque gradienti di problematicità delle piante. Da uno (nessun problema) a cinque (pianta crollata).
Secondo il sistema di Paganini risultano messe davvero male 19 piante su 193 che sono state colpite dalle raffiche della tramontana. Di queste 19, quattro sono state completamente divelte, cinque risultano inclinate su tombe a edicola o su altri alberi e dieci hanno problemi più lievi ma sempre gravi.
Queste 19 piante saranno tutte abbattute. Non per il momento però. Per ora si agirà portando via le 4 divelte e nei prossimi giorni si proseguirà con le altre, nel frattempo il sindaco pensa che riaprire la parte vecchia del cimitero. Probabilmente da mercoledì si potrà ricominciare a transitare, le piante pericolose saranno recintate e le zone dove si trovano resteranno interdette ai visitatori.
“Dopo quello che è successo – ha detto Paganini durante il sopralluogo – il sindaco ha fatto benissimo a fare l’ordinanza di chiusura. La punta massima del vento a Viterbo è stata venerdì mattina scorso alle 9, quando le raffiche hanno raggiunto gli 89 km orari”.
E il vento a quella velocità e a quella forza fa necessariamente danni. Tutti visibili girando tra le tombe monumentali. A guardare cosa ha lasciato il maltempo più che il vento sembra che ci sia stato il terremoto. Alberi abbattuti, terreno sconnesso, crepe ovunque. E ancora peperino spaccato, marmo distrutto. Tombe scoperchiate dove in alcuni casi si vede addirittura il legno delle bare. Colpita anche la chiesa di San Lazzaro, i vetri delle finestre sono andati tutti in frantumi.
“I crolli dei cipressi – ha spiegato Paganini – sono dovuti al fatto che le radici non sono radicate come dovrebbero. Lo strato di tufo presente in questo terreno non permette il radicamento adeguato e con il vento così forte sono stati divelti”.
Con la conseguenza di una distruzione totale.
L’esperto incaricato dal comune non ha monitorato solo San Lazzaro ma anche i cimiteri delle frazioni. Anche lì si contano i danni: a Bagnaia ci sono tre alberi abbattuti, a San Martini due abbattuti e tre da mettere in sicurezza, a Sant’Angelo 5 da mettere n sicurezza a Roccalvecce tre da monitorare.
Nei prossimi giorni si lavorerà per tagliare le piante pericolanti e mettere in sicurezza le zone dei cimiteri che rimarranno interdette fino alla fine dell’emergenza.











