Viterbo – “Cinque ore di seghe mentali”.
Lo ha tuonato Goffredo Taborri dai banchi della maggioranza alla fine dell’ultima seduta di consiglio comunale.
Passata nel caos e delirio più totali ad approvare la consulta delle associazioni della cultura.
Ma l’esponente Ncd si sbagliava. Le ore di seghe mentali sono state quattro e non cinque.
Un po’ di precisione, per favore. Il duro lavoro e la produttività di certe sedute di consiglio e commissione meritano rispetto. Perbacco.
Pensate che molti dei consiglieri comunali e assessori hanno sacrificato importantissimi impegni pur d’essere presenti giovedì e dare il via libera a un argomento destinato a cambiare il futuro di tutti i viterbesi. Nessuno escluso.
Maria Rita De Alexandris, infatti, per presiedere la seduta ha saltato la lezione di presidenza del consiglio da Giancarlo Gabbianelli. E si è visto.
Paolo Simoni ha rinunciato a scrivere al computer il curriculum pubblicato sul sito internet del comune. Compilato a mano. Due in grafia.
Vittorio Galati non si è potuto dedicare a un nuovo strale contro l’amministrazione Michelini e si è dovuto esibire con l’ormai abusato: “Andate a casa”. Per il consigliere del gruppo misto, una vittoria. Poco dopo la seduta è stata sciolta. Tutti a casa.
L’assessore Antonio Delli Iaconi non ha avuto modo di scrivere il piano di rilancio per le ex Terme Inps. Secondo Paolo Fox giovedì era il giorno propizio e adesso la prossima congiuntura astrale favorevole per il rilancio del termalismo viterbese ci sarà il 23 aprile 2067.
Il suo collega Alvaro Ricci, invece, non si è potuto concentrare sul teatro Unione. Si è distratto un attimo e dalla regione gli hanno portato via un milione e 200mila euro per finire i lavori.
Il consigliere Christian Scorsi, al contrario, non aveva impegni. A lui è andata bene così. Diversamente dal collega Filippo Rossi. Ha preferito andarsene. Se non si è d’accordo su qualcosa, la migliore strategia è la fuga.
Purtroppo l’assessora Raffaela Saraconi per partecipare al consiglio non ha avuto modo d’organizzare un’altra interessantissima e utilissima conferenza del verde.
Non c’era, invece, l’assessora al Bilancio Luisa Ciambella.
Impegnata a fare i conti su quanto è costata la seduta. Cinquantatré euro lordi a consigliere, più varie ed eventuali. Spesi benissimo.
Giuseppe Ferlicca
