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“Sessantesimi su 1200”

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A destra: Luca Chiodi; a sinistra: il compagno di gara Angelo Di Veroli

A destra: Luca Chiodi; a sinistra: il compagno di gara Angelo Di Veroli

Città del Capo – Quattordicesimi tra i master e sessantesimi su 1200 partecipanti. E senza qualche intoppo tecnico, sarebbe andata ancora meglio.

Inizia a gonfie vele l’avventura di Luca Chiodi all’Absa Cape Epic 2015, il “tour de France” della mountain bike, dal 15 al 25 marzo a Città del Capo, in Sudafrica.

Ieri, prima tappa per l’atleta viterbese, affiancato dal compagno Angelo Di Veroli, italiano trapiantano a Tel Aviv. Un piccolo incidente di percorso ha rallentato la marcia: Chiodi e Di Veroli si sono dovuti fermare qualche minuto per una gomma forata. Sono ripartiti più veloci di prima, ma il cronometro ha continuato inesorabilmente ad avanzare.

“Siamo comunque i migliori secondi italiani – afferma Chiodi, da Città del Capo -. Non ci aspettavamo un tale risultato, soprattutto per via del risalto mondiale dell’evento. Se il.mio compagno non avesse forato e avessimo perso del prezioso tempo per riparare la gomma saremmo sicuramente stati sul podio. Sono soddisfatto ma il peggio deve ancora arrivare…”.

L’Absa Cape Epic è la più importante gara a tappe del mondo di mountain bike. E probabilmente, anche la più dura.

Il percorso si snoda tra zone impervie, salite e discese ripidissime da percorrere anche a velocità di 80 chilometri orari. Più il caldo, gli animali e altri pericoli.

Oggi Chiodi macinerà altri 128 chilometri, per 2800 metri di dislivello.

 


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