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“Sulle terme è tempo di fare chiarezza”

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Le Zitelle

Le Zitelle 

Le Zitelle

Le Zitelle 

Viterbo -“Sulle terme è tempo di fare chiarezza”.

Dovrebbe essere uno dei volani per l’economia locale, ma sull’argomento regna la confusione, fra gestione della risorsa mineraria, ricorsi al Tar, Consiglio di stato.

Per il sindaco Leonardo Michelini è tempo di fare ordine.

“Voglio fare il punto – osserva Michelini – affrontiamo il tema quotidianamente, predispongo un’ordinanza e puntuale scatta il ricorso al Tar, quindi la sospensiva, consiglio di stato…”.

Un ginepraio. Michelini prova a districarsi chiamando in comune gli imprenditori che gestiscono i due impianti cittadini.

“Già lunedì, impegni permettendo, incontrerò i rappresentanti della famiglia Sensi, quindi Governatori. Dobbiamo fare chiarezza, perché questa situazione non giova a chi lavora nel settore e a chi dovrà operare e ha manifestato interesse, presentando in regione la richiesta di concessione”.

Il sindaco punta in particolare su un aspetto: “Una considerazione nuova rispetto al passato: l’acqua è un bene che va preservato e razionalizzato. Usato nella misura in cui serve.

Non è che, siccome c’è, la butto quando non mi serve. Va razionalizzato l’uso”.

Il bacino termale è difficile da gestire. “Oggi è una groviera. Pieno di buchi. Ci sono quelli abusivi e per i quali a breve adotteremo provvedimenti. Poi ci sono i buchi autorizzati. Quelli, ad esempio che risalgono agli anni ’50. Le Zitelle o le Masse.

Oggi dieci litri al secondo finiscono nel fosso, abbassando la falda termale”. Uno spreco.

“Cominciamo a tappare i buchi abusivi, quindi quelli che sono stati autorizzati alla metà del secolo scorso”. Per evitare che vada sprecata acqua inutilmente come accade oggi.

Il ragionamento del sindaco va anche oltre: “Chi è beneficiario di una concessione, mettiamo di dieci o venti litri al secondo, non è che deve usare l’intero getto a prescindere.

Quando ne occorre di meno, si dovrebbe ridurre la portata. Ad esempio di notte. Magari sono sufficienti cinque litri al secondo per mantenere il sistema in funzione.

Quello che si risparmia alimenta la falda. A mio modo di vedere il diritto alla concessione non equivale a utilizzare l’intero getto assegnato.

Se e quando serve, ok, altrimenti si riduce”.

Al momento del rinnovo delle concessioni, andrebbe prevista questa clausola.

“Sul fronte delle perforazioni abusive, poi, a breve agiremo. Non lo ha mai fatto nessuno. Quest’amministrazione sta lavorando.

I problemi sono venuti fuori per effetto di atti amministrativi. Come ti muovi crei disagio.

Ricominciamo da capo, sapendo che ci sono gli imprenditori che operano e devono mantenere i livelli occupazionali.

Gli diamo l’acqua che serve, riduciamo quando non occorre ed evitiamo che vada a finire in un fosso-

Ne ho parlato con Pagano, direttore delle miniere. C’è una linea dell’amministrazione da ufficializzare.

Lavoriamo sugli sprechi, dando un riassetto al sistema termale”.

Giuseppe Ferlicca


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