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“T-red, controllavamo i verbali uno a uno”

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Massimo Marconi

Massimo Marconi, ex sindaco di Vetralla

Vetralla – Strage di multe col t-red tra il 2006 e il 2008 a Vetralla.

E’ ripreso ieri il processo all’ex sindaco Massimo Marconi, all’ex capo della polizia locale Giovan Sante Polidori e al suo vice (attuale comandante in carica) Ivo Aquilani.

Sono accusati di aver rimpinguato le casse comunali con le salate sanzioni agli automobilisti che passavano col rosso in viale Eugenio IV. Qualcosa come 13mila multe in due anni.

Ieri mattina, davanti al giudice Rita Cialoni, hanno parlato un finanziere e quattro testimoni della difesa. Il primo ha detto di aver rilevato irregolarità nell’affidamento dell’installazione del t-red sul semaforo. “Un affidamento avvenuto a trattativa privata, in violazione della normativa sugli appalti”, ha spiegato in aula il luogotenente della fiamme gialle.

Ma l’accusa di turbativa d’asta è prescritta da tempo, contestata nel filone d’inchiesta parallelo aperto negli stessi anni a Milano per associazione a delinquere. Filone che, dei viterbesi, avrebbe riguardato solo Polidori per turbativa d’asta, ma tra l’arrivo degli atti a Viterbo e il troppo tempo passato, il reato è morto strada facendo.

Il finanziere era l’ultimo teste dell’accusa. Dopo di lui, parola ai testimoni della difesa di Aquilani e Marconi (rappresentati dall’avvocato Paolo Delle Monache, mentre Polidori è assistito da Roberto Massatani) che hanno spiegato come venivano elevate materialmente le sanzioni. “Veniva un tecnico della società incaricata, che scaricava tutto su un disco e lo consegnava al comando di polizia locale – spiega una vigilessa -. Dentro c’erano i dati come la targa e il tipo di auto, e la foto del passaggio della macchina. Ma a volte capitava anche che la macchina oltrepassasse appena con le ruote il semaforo. In quel caso, la sanzione non veniva elevata. Proprio per questo i verbali venivano controllati uno a uno”.

Lo dice la vigilessa e lo ribadiscono anche i colleghi e i dipendenti della ditta appaltatrice, ascoltati dopo di lei. Che sottolinea anche la pericolosità della strada: “Subito dopo aver tolto il t-red c’è stato un incidente mortale. Su quella strada, del resto, le auto arrivano a forte velocità. Si chiama viale Eugenio IV ma, di fatto, è la Cassia”. 

A maggio la sentenza.


 

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