Montefiascone – (s.m.) – Tangenti per mandare a buon fine le pratiche.
La cornice è il comune di Montefiascone.
A intascarle, secondo i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci sarebbe stato il dirigente Angelo Cecchetti, indagato per corruzione, falso e abuso d’ufficio.
Il gup di Viterbo Salvatore Fanti lo ha rinviato a giudizio ieri. Affronterà il processo a luglio insieme ad altri sette imputati.
Somme imprecisate, secondo quanto si legge sul capo di imputazione. Presumibilmente versate da privati in cambio del rilascio di permessi a costruire. Le tangenti contestate sarebbero due, pagate a Cecchetti tra il 2008 e il 2011.
Sotto la lente dei magistrati, anche altre pratiche considerate illegittime, come il permesso a costruire per una tettoia, rilasciato da Cecchetti nel 2009, o l’ok alla costruzione di opere ritenute abusive, come una rampa di cemento e uno scavo in località Rosignolo, a Montefiascone. Zona peraltro vincolata, secondo quanto accertato dalle indagini.
Nessuno dei difensori, ieri, è riuscito a far risparmiare il processo al suo assistito. Davanti ai giudici, a luglio, oltre a Cecchetti, dovranno presentarsi i due privati accusati di aver pagato le mazzette al dirigente, due geometri, il proprietario del terreno in località Rosignolo e il progettista dei lavori e un il titolare della ditta che li ha eseguiti.
