Viterbo – (p.p.) – “Terme, il comune si impegna a finire i lavori”.
Si apre uno spiraglio per i dodici lavoratori stagionali delle Terme dei papi che rischiano il posto per la stagione dei fanghi che tarda a partire.
I livelli dell’acqua alla callara sono ancora bassi e senza la quantità necessaria non si possono fare le cure.
Già sono state disdette 250 prenotazioni e a essere compromesso è l’intero indotto dello stabilimento coi servizi di alloggio e ristoro. Per non parlare poi dell’immagine della città
Dopo la presa di posizione dei sindacati, che hanno duramente criticato il comune, ieri finalmente qualcosa si è mosso.
In un incontro con le organizzazioni sindacali, il sindaco Leonardo Michelini, l’assessore Antonio Delli Iaconi e il direttore delle miniere Pagano hanno assicurato il loro impegno a ripristinare la normalità.
“Il comune porterà a termine i lavori – dice Fortunato Mannino (Cisl) – nonostante la sospensiva del Tar fino al 27 maggio dopo il ricorso della Gestervit. I lavoratori non possono stare nell’incertezza ed è bene che si agisca nel più breve tempo possibile”.
Si attua la cosiddetta “fase B” del piano di ripristino dei livelli dell’acqua.
“L’impegno è quello di terminare il vecchio progetto su cui anche la società era favorevole e che permette di garantire l’acqua necessaria per avviare la stagione e mantenere i livelli occupazionali”.
I sindacati mantengono comunque alta l’attenzione.
“E’ una soluzione tampone che supera le lungaggini burocratiche e salva dodici persone. Questa situazione deve essere un esempio di come non si può scherzare con il futuro della gente. Non si può gestire un settore strategico per l’economia della città, come è quello del termalismo, a colpi di ricorsi. In questo modo, non decollerà mai e staremo sempre fermi al palo.
Ripartiamo da questa vicenda – conclude Mannino – per porre le basi di una seria politica termale e di sviluppo del territorio”.
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