Viterbo – Sette persone tutte imparentate tra loro, tra cui anche tre donne. Una famiglia intera organizzata e attrezzata per commettere furti seriali e non solo (video: I malviventi in azione – Gli arresti) (fotocronaca – slide).
Il blitz della squadra mobile di Fabio Zampaglione è scattato all’alba, tra le 4,30 e le 5, a chiusura di una intensa attività d’indagine durata più di tre mesi. L’operazione, denominata Family proprio per la stretta parentela tra i malviventi, ha portato all’arresto di quattro uomini e due donne, più un’altra persona di sesso femminile colpita soltanto da obbligo di dimora (video).
“Dopo una serie di pedinamenti e osservazioni a distanza – spiega Zampaglione – siamo riusciti a ricostruire i movimenti, molto ben pianificati, dei vari componenti della famiglia in questione. Gli episodi accertati sono almeno cinque, ma non sono certo gli unici anche perché, in pratica, tutto il nucleo familiare viveva di questo tipo di espedienti. Sono persone già note a Viterbo e che, a chi li conosce, incutono anche un certo timore”.
Le modalità di azione e di messa in opera dei colpi erano principalmente due: quella di rubare dalle auto in sosta e i furti nei negozi.
“I malviventi seguivano le loro vittime da quando queste uscivano di casa – continua Zampaglione -. Spesso erano anziani o donne sole che venivano pedinate finché non parcheggiavano la macchina. Poi bastava un attimo di distrazione e loro spaccavano il vetro con un martelletto e rubavano borse ed effetti personali. Non di rado, purtroppo, trovavano all’interno bancomat e carte di credito con tanto di codice pin. Il passo successivo era quello di recarsi al primo sportello e prelevare somme anche importanti, fino al massimo giornaliero consentito”.
Le immagini dei prelievi sono state anche riprese dalla polizia e mostrano con chiarezza l’atteggiamento furtivo e rapido dei ladri in azione.
“Poi c’erano i furti negli esercizi commerciali – prosegue il capo della mobile -. In questo caso entravano due o tre complici: alcuni distraevano le commesse, mentre un altro frugava sotto la cassa lasciata incustodita. La destrezza era una delle loro armi migliori. Sapevano sempre come aprire i cassetti con pochi gesti, un classico per i professionisti del ‘mestiere'”.
L’operazione Family è stata seguita fin dall’inizio dal pm Franco Pacifici e con gli uomini della polizia ha collaborato anche il brigadiere della guardia di finanza Giuseppe Boemia. Ieri, infine, il gip Francesco Rigato ha dato il suo ok agli arresti disponendo il carcere per sei persone, quattro uomini e due donne, e l’obbligo di dimora per l’altro componente del gruppo di sesso femminile. Gli arresti sono scattati tra Grotte Santo Stefano, Viterbo e Vetralla, ma tra i sette manca ancora un uomo all’appello, che la polizia conta di catturare nelle prossime ore.
“Parliamo di malviventi di un certo calibro – dice Zampaglione -. Alcuni di loro non hanno solo furti alle loro spalle, ma anche violenze, rapine e lesioni. La maggior parte di loro viveva a Grotte Santo Stefano, ma cambiavano spesso dimora e a volte dormivano nelle roulotte. Tutti hanno legami di parentela e le due donne sono le compagne di due degli uomini”.
Hanno tutti meno di 40 anni, il più giovane ne ha solo 27. Gli uomini, tutti in carcere tranne quello ancora da intercettare, sono E.C. 27enne; D.A. 36enne; G.V. 37enne; E.P. 34enne. Le donne sono invece E.P. 34enne, compagna di D.A.; E.D. 29enne, compagna di G.V, entrambe già nel penitenziario di Civitavecchia ed E.H. 31enne, l’unica con il solo obbligo di dimora.
L’operazione ha avuto anche un particolare plauso da parte del questore di Viterbo Lorenzo Suraci, soddisfatto del lavoro dei suoi uomini.
“E’ un risultato che pesa molto positivamente sulla sicurezza dei comuni cittadini – commenta Suraci -. L’intensificazione dei controlli sta dando i suoi frutti e continuerà anche nei prossimi mesi per garantire maggiore tranquillità a tutto il territorio della provincia di Viterbo. L’operazione Family, all’indomani di un altro altrettanto sostanzioso lavoro portato a termine dai carabinieri, è il segnale che le forze dell’ordine sono presenti in maniera massiccia e decisiva”.
Infine qualche raccomandazione utile alla cittadinanza.
“Consigliamo come già detto – dice in chiusura Fabio Zampaglione – di non lasciare mai nulla di incustodito in auto nemmeno per pochissimi minuti. Il pin delle carte di credito e dei bancomat va sempre tenuto a debita distanza dalle carte stesse e in casa, anche se si è protetti da una porta blindata, è indispensabile chiudere sempre con tutte le mandate perché altrimenti l’apertura è più semplice di quanto si possa immaginare per chi è esperto”.
Francesca Buzzi















