Viterbo – Unione, la regione si “riprende” il milione e 263mila euro destinato al completamento del teatro comunale.
Si tratta dei fondi ottenuti in base all’intesa stipulata nel 2007 fra Ministero Beni culturali e regione per i lavori di ristrutturazione, secondo e terzo stralcio.
Adesso è arrivata la prescrizione, che interessa il vecchio finanziamento di metà anni 2000, dovuta alle note lungaggini degli anni passati.
Il 23 dicembre scorso il presidente Zingaretti aveva impegnato i soldi per rifinanziare quanto era andato perso, fino alla doccia fredda della determina dirigenziale.
“Alla data attuale – è riportato nel documento – non sono maturate le condizioni per l’utilizzo delle somme prenotate a copertura dell’intervento”.
Per cui: “Si ritiene di non confermare l’impegno assunto, liberando risorse pari a un milione 263mila euro, rimandando l’eventuale individuazione e impegno delle risorse necessarie a garantire il finanziamento dell’intervento”.
Le conclusioni della determina regionale sottoscritta da Rosanna Bellotti decretano il disimpegno della somma per il terzo stralcio. Decisione contro la quale il comune può ricorrere al Tar entro sessanta giorni.
Morale della favola, i soldi per il terzo stralcio dei lavori all’Unione, non ci sono più. Sarebbero dovuti partire ad aprile, era tutto pronto, ma dalla regione è arrivata la sgradita sorpresa.
Il sindaco Leonardo Michelini però non si perde d’animo: “I lavori – dice il primo cittadino – vanno avanti e non si fermeranno”. Al momento sono in corso quelli per il secondo lotto. Probabilmente con gli avanzi del Plus si riuscirà a portare a termine il teatro Unione, anche perché a più riprese è stato lo stesso presidente Zingaretti e non solo, a impegnarsi per il completamento.
“Probabilmente – osserva Michelini – si tratta di un atto interno di qualche funzionario”. Dovuto, visto il venire meno dei requisiti per il mantenimento dei fondi.
Quel milione e 263mila euro probabilmente sarà recuperato in qualche modo, ma al momento non c’è più e la riapertura entro il 2015 del teatro diventa un grosso punto interrogativo.



