Viterbo – Il museo etrusco e la rocca Albornoz espugnati e riconquistati dai viterbesi.
Saranno stati 300, forse 350 o magari di più (nessuno li ha contati, anche perché non pochi hanno scelto di passeggiare dentro al museo e poi ascoltare solo una parte del racconto) quelli che hanno preso parte ieri mattina alla passeggiata/racconto all’interno del museo etrusco ospitato nella Rocca Albornoz di Viterbo (fotogallery – slide)
Ma quando si restituisce un bene alla città, quando si scopre un modo nuovo e originale di vivere un museo (che, per inciso, sta in una sede meravigliosa) i numeri non sono davvero importanti.
Conta invece quella sensazione che tutti hanno avuto, che poi è quella stessa che sta alla base dell’Anno degli Etruschi: i viterbesi hanno un patrimonio immenso, che in pochi conoscono, ed è da fessi non fruirlo. Innanzi tutto per i propri occhi, poi per le proprie tasche sotto forma di valorizzazione economica.
A tessere la trama della giornata, come sempre, Antonello Ricci e la sua Banda del racconto, con Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti a leggere, Roberto Pecci a suonare, David Ghaleb a coordinare. Bravi una volta di più perché, oltre al loro mestiere, si sono improvvisati provetti vigili urbani, visto che hanno gestito in maniera egregia il notevole traffico di persone dentro al museo.
A dar man forte anche la direttrice del museo Valeria D’Atri, che ha accompagnato passo passo dal punto di vista scientifico, insieme all’etruscologa dell’Unitus Marina Micozzi, quel che Ricci & co. spiegavano sotto forma di suggestione letteraria: gli Etruschi come grande capitolo della cultura romantica europea, come infanzia, come luogo dell’anima da cui ripartire e nel quale ritrovarsi.
A catturare l’interesse dei partecipanti la storia di come è stata scoperta la Biga di Castro, l’epopea di Ferento e dell’Acquarossa, l’amore di un re, lo svedese Gustavo VI Adolfo, così innamorato della Tuscia da finanziare diverse campagne di scavo negli anni Cinquanta.
Tra la folla il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini con gli assessori Delli Iaconi, Ricci e Barelli, il rettore dell’Unitus Alessandro Ruggieri, il sociologo Francesco Mattioli, il pittore Rolando Di Gaetani e il direttore organizzativo di Caffeina Andrea Baffo (Caffeina e Unitus sono tra gli organizzatori dell’Anno degli Etruschi, lanciato da Tusciaweb con la ‘benedizione’ del ministro Franceschini e il patrocinio della Soprintendenza). E’ stata però soprattutto la giornata di chi ha scoperto, grazie agli Etruschi, come ci si può divertire imparando all’interno di un museo e ha avuto la possibilità di riscoprire un luogo di Viterbo la Rocca Albornoz che, come ha ricordato Ricci, “quando fu costruita cambiò l’asse viario di Viterbo”.
Non è stata, infine, una emozione da poco vedere tanti ragazzini che, armati di macchina fotografica o smartphone, hanno documentato il momenti più interessanti della giornata.
Come dire, uno dei luoghi più belli e importanti della città è stato espugnato e riconquistato dai viterbesi. Si spera che diventi uno dei luoghi dell’orgoglio cittadino da mostrare quando si accompagnano a Viterbo ospiti e amici. Come si è sempre fatto con il palazzo Papale, San Pellegrino, le fontane, Villa Lante, Ferento. Ora va aggiunto il museo nazionale etrusco nella Rocca Albornoz.
Anno degli Etruschi
I pirati della bellezza
Una iniziativa Tusciaweb
in collaborazione con
Università degli Studi della Tuscia
e Caffeina Cultura
Con il patrocinio della
Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale
Antonello Ricci e Davide Ghaleb
presentano
I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto “all’etrusca”
info e prenotazioni tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)
etruschi-passeggiate@tusciaweb.it
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
APRILE, Domenica 19/ Passeggiata Castro: sentieri sul pianoro (tra la tomba della Biga e le “ruine” di una Cartagine in Maremma)
MAGGIO, Domenica 17/ Acquarossa – a spasso per la città dei vivi
GIUGNO, Sabato 6/ Orioli e gli altri: alla scoperta di Castel d’Asso!






